PRG Alcamo a rischio: non ci sono i numeri per l’approvazione, si profila il commissario

Si presenta in salita l’approvazione del Piano regolatore della città di Alcamo e lo stesso presidente del consiglio comunale Saverio Messana non esclude la nomina di un commissario regionale. Il Prg dovrebbe essere approvato entro il prossimo 31 dicembre ma non ci sarebbero i numeri per poterlo adottare. Ieri sera in Consiglio sedici i presenti su 24  la maggior parte incompatibili ai quali si è aggiunta Denise Di Giovanni di Forza Italia. La schiera degli incompatibili ora è di 14 consiglieri, derivante dal possesso di immobili da parte loro o di parenti sino al quarto grado. Usciti dall’aula gli incompatibili   sono rimasti sei consiglieri, ma dopo un’ora al nuovo appello erano solo in tre. La seduta è stata rinviata.

Per votare il Prg sono ora sufficienti, in terza convocazione,  dieci consiglieri, troppo pochi per l’importanza dell’argomento. Intanto due consiglieri compatibili hanno già comunicato che non potranno essere presenti alla prossima seduta e così restato in 8 venendo  a mancare il numero legale per potere svolgere la seduta. Mancano quindi i numeri frutto anche di tatticismi poiché il Prg per come è stato presentato non convince in molte sue parti. Bocciatura dopo anni di spese  e arrivo di un commissario regionale. In una articolata relazione, inviata lo scorso 5 dicembre al sindaco, l’Ordine degli ingegneri della provincia di Trapani ha chiesto  “di rinviare l’adozione del Piano in attesa che l’Assemblea regionale si esprima su una possibile proroga del termine dal 31 dicembre 2025 al 30 giugno 2026. Questa proroga permetterebbe di colmare l’attuale deficit di partecipazione e di raccogliere nuovi contributi qualificati, fondamentali per perfezionare il Piano”.

A contestare vari aspetti del Prg non è solo l’Ordine degli ingegneri, che attraverso il proprio gruppo di lavoro “Urbanistica Alcamo” ha elaborato “un documento finalizzato a evidenziare osservazioni e criticità emerse dall’analisi del nuovo Prg.  Un Piano da rivedere per il quale ha chiesto che non sia approvato anche la segreteria locale di Fratelli d’Italia. Silenzio da parte di tutti gli altri partiti. Un altro importante aspetto sul quale quasi tutti ora concordano per non approvarlo è il mancato coinvolgimento delle varie componenti della società alcamese. Le direttive del Piano risalgono ad oltre un decennio fa e lo schema di massima è stato adottato più di cinque anni orsono. Si è tenuto un unico incontro istituzionale di carattere generale senza approfondire le scelte progettuali nel dettaglio. “Sono mancati del tutto incontri settoriali dedicati con tecnici, operatori economici, associazioni datoriali, sindacali, ambientalisti e sportive con era invece era accaduto nel 1997 in occasione del Piano vigente”, scrive l’Ordine degli ingegneri.

Il Piano regolatore venne approvato nel 2001 dalla giunta di Massimo Ferrara che inviò 10 mila libretti, quindi a tutte le famiglie, per far conoscere il Piano e accettare suggerimenti e proposte, pima di portarlo in Consiglio. Cosa che è mancata del tutto durate gli anni di predisposizione di questo Piano, redatto dall’ingegnere Giuseppe Trombino. Denise Di Giovanni nella lettera con la quale dichiara la sua incompatibilità sottolinea che dovrebbero essere apportate numerose correzioni al Piano così come è stato redatto. Con la probabile mancata approvazione entro il 31 dicembre  ad Alcamo si passerà al  PUG (Piano urbanistico generale)  considerato lo strumento chiave di pianificazione territoriale che definisce come un Comune crescerà e si svilupperà nei prossimi anni, stabilendo regole per l’uso del suolo, la costruzione, la tutela ambientale e la qualità della vita, sostituendo il vecchio Piano regolatore generale (Prg) con un approccio più moderno, sostenibile e partecipativo per creare città più vivibili.