Prelievi forzosi dai conti correnti, l’opposizione attacca il sindaco di Camporeale

Oltre 300 conti correnti pignorati, una media di 5.000 euro a famiglia, per un totale stimato di 1,25 milioni di euro: è il bilancio –ancora provvisorio –dell’operazione di riscossione coattiva avviata dal Comune di Camporeale in seguito alla Determinazione n. 41 del 15 dicembre 2024, con cui è stato affidato in via diretta il servizio di recupero crediti alla ditta AZ Riscossione Tributi Locali s.r.l., su proposta della responsabile del procedimento Antonella Lipari. La delibera fu approvata con 8 voti favorevoli e 3 contrari, cioè quelli dei consiglieri Giovanni Vaccaro, Vincenza Almerico e Flavia Maggio; assente quel giorno il consigliere Montalbano, capogruppo di “Tutti per Camporeale”, oggi alla guida dell’opposizione consiliare.

Il caso ha generato forti reazioni politiche e sociali. I prelievi, riferiti a tributi comunali non versati risalenti al 2016, sono partiti senza preavviso, secondo quanto dichiarato dal gruppo di opposizione, che parla di “atto vile e inaccettabile” e denuncia “l’assenza di trasparenza, dialogo e mediazione”. La proposta della ditta incaricata prevede il saldo immediato oppure il pagamento in sei rate al massimo, una soluzione giudicata troppo rigida per molte famiglie. A preoccupare è anche il fatto che i prelievi relativi al 2016 sarebbero solo l’inizio. La stessa opposizione riferisce che sono già pronti gli atti per gli anni successivi, dal 2017 al 2019, con un obiettivo complessivo di recupero stimato attorno al 40% delle somme notificate.

In Consiglio comunale, il gruppo “Tutti per Camporeale” aveva votato contro l’affidamento, così come – riferisce – aveva proposto una riduzione della TARI per alleggerire il carico fiscale, proposta però bocciata dalla maggioranza. Nel frattempo, il gruppo ha avviato una richiesta formale di accesso agli atti per verificare ogni passaggio della procedura, dalla notifica all’esecuzione dei pignoramenti. “Camporeale merita risposte –afferma l’opposizione– e un’amministrazione che metta al centro la dignità dei cittadini, non l’improvvisa coercizione fiscale”.