Pescherecci restano in porto a Mazara del Vallo. “Gasolio troppo caro, ci fermiamo”

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“Non ce la facciamo più. Ci fermiamo”. Un folto gruppo di armatori della flotta di Mazara del Vallo ha assunto la drastica decisione. Diversi pescherecci ai primi di settembre, dopo il fermo tecnico, erano tornati a prendere la via del mare grazie anche ad un prezzo del gasolio che era sceso, dopo la clamorosa impannata, e che era quindi ancora abbordabile. Adesso però la situazione è diventata insostenibile anche per le autovetture con il diesel, che ha costi di raffinazione molto più ridotti rispetto alla benzina, che viene erogato a circa 30 centesimi in più al litro rispetto alla verde.

“Uscire in mare significa perderci anche le spese. Le marinerie dei Paesi nordafricani – ha detto Leonardo Gancitano, proprietario di due motopesca – operano nelle stesse acque internazionali pescando lo stesso nostro prodotto senza però avere gli stessi costi: pagano il gasolio un quarto rispetto a noi. Chiediamo al nuovo Governo – ha concluso l’armatore mazarese – di inserire anche il nostro settore fra quelli danneggiati dal caro energia”. I pescherecci mazaresi, ma anche quelli di altre marinerie come ad esempio Sciacca, si erano già fermati lo scorso mese di agosto.

Il porto era divenuto praticamente deserto; in pochi riuscivano a fare il pieno di carburante per andare in mare e pescare. L’altissimo costo del gasolio e gli effetti sul mercato del pesce avevano creato una situazione rovente fra le diverse marinerie siciliane. Il prezzo del pesce era schizzato alle stelle e anche adesso è molto più altro rispetto allo scorso anno. Il fermo di agosto era stato attuato dagli armatori mazaresi associati a Federpesca, l’associazione datoriale del settore affiliata a Confindustria. Adesso il nuovo stop a causa di una nuova e inspiegabile impennata del costo del gasolio.