Ha finito di scontare 14 anni e mezzo per mafia. Ora Patrizia Messina Denaro è libera. E’ la sorella del padrino Matto Messina Denaro, morto in carcere. Ha lasciato il penitenziario di Vigevano ed è tornata a Castelvetrano dove trascorrerà due anni in libertà vigilata. “Matteo dice… “: il fratello ordinava e Patrizia eseguiva. Era una donna boss, secondo gli inquirenti, quando la arrestarono nel 2013. Ad ogni detenuto spettano tre mesi di liberazione anticipata per ogni anno di detenzione qualora mantengano una buona condotta in carcere. Alla donna e al marito, Vincenzo Panicola, libero per fine pena e tra i tredici presenti al funerale di Matteo Messina Denaro, resta legato un episodio misterioso. Si era sparsa la voce che Giuseppe Grigoli, il braccio economico di Matteo Messina Denaro, l’uomo del business della grande distribuzione targata Cosa Nostra, avesse iniziato a parlare con i magistrati. Panicola aveva incaricato la moglie di sondare il terreno, di capire quale contromisura prendere. In ballo c’era addirittura l’ipotesi di uccidere Grigoli. Poi, arrivò l’ordine di Matteo: “Non toccatelo, perché se parla può fare danno”. “Di’ a tuo marito – avrebbe detto il fratello allora latitante – di mettersi nella stessa cella con lui”. Per controllare Grigoli, per tenerlo buono. “Mica se lo può accudire in carcere”, diceva Patrizia che non era d’accordo. Patrizia Mesina Denaro, oggi cinquantenne, negò di avere avuto contatti con il fratello latitante: “Non vedo e non sento mio fratello Matteo da più di vent’anni. Non faccio parte di Cosa Nostra. Se avessi avuto contatti con lui chi mi controllava se ne sarebbe accorto. Ci mettono le microspie pure nelle brioches”. Mentiva a giudicare dalle parole di Lorenzo Cimarosa, il cugino dei Messina Denaro divenuto collaboratore di giustizia. Cimarosa è morto da qualche anno. Alla scarcerazione di Patrizia Messina Denaro fra non molto si aggiungerà anche quella di Francesco Guttadauro, figlio di Filippo e Rosalia Messina Denaro, la seconda delle quattro sorelle del boss morto. Il “nipote del cuore” del padrino scontando 16 anni di carcere. Anche lui è stato arrestato nel 2013. La donna è tornata a Castelvetrano dove ha l’obbligo di firma. Patrizia conosce i segreti del boss e reggeva l’intricato sistema di comunicazioni del mafioso arrestato nel 2023 dopo la latitanza trentennale. La donna era stata condannata per associazione mafiosa ed estorsione.






