Partinico-Sì del consiglio alla videosorveglianza, no alle coppie di fatto

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PARTINICO. Ok al regolamento per l’utilizzo della videosorveglianza, no invece fra urla e polemiche al Registro delle Unioni civili. Il consiglio comunale ha finalmente esitato due attesi testi, specie il primo che consente finalmente di completare il procedimento per attivare la videosorveglianza: “Abbiamo reso anche immediatamente esecutivo l’atto – afferma il presidente del consiglio, Filippo Aiello – in modo da velocizzare finalmente la messa in funzione di queste telecamere che serviranno a garantire anche la sicurezza della nostra comunità”. Saranno accesi una trentina di occhi elettronici che presidieranno le zone nevralgiche del centro storico, i beni culturali e gli uffici pubblici. Le postazioni saranno mobili e potranno essere spostate quindi in base alle necessità. Fra le zone video sorvegliate figurano l’ex Arena Lo Baido, piazza Duomo, corso dei Mille, le ville storiche ed ancora i siti in cui insistono beni culturali di pregio e obiettivi sensibili: la sede della Polizia municipale, via Kennedy, viale della Regione (angolo via Torricelli), via Francesco Crispi, piazza Vittorio Emanuele e piazza del Progresso; altre postazioni presidieranno i beni monumentali di Palazzo Ram e della Cantina Borbonica; telecamere saranno piazzate anche in beni comunali strategici come la zona dello stadio “La Franca”, i serbatoi idrici di Colle Cesarò, la sede centrale del palazzo municipale ed il cimitero. Le immagini registrate verranno raccolte in una sala operativa presso la polizia municipale che quindi fungerà a vera e propria centrale. Si è invece acceso il dibattito attorno al registro sulle unioni civili (riconoscimento delle coppie di fatto, ndr) dove c’è stato un voto trasversale. A proporlo il gruppo consiliare di “Cambiamo Partinico” dopo essere passato al vaglio della commissione consiliare in modo abbastanza spedito. Alla fine tra astenuti e contrari non si è raggiunto il quorum minimo e il testo è stato bocciato: “Il regolamento che si è esaminato – ha commentato il consigliere di Prospettiva Comune, Michele Chimenti – ha un esclusivo valore simbolico e privo di meccanismi amministrativi realmente utili per coloro che avrebbero fatto richiesta di iscrizione. Per questo abbiamo chiesto il rinvio della discussione in attesa che il Parlamento legiferi in materia”. Rinvio che però non è stato accordato: “Non capisco – ha evidenziato Valentina Speciale, consigliere di Cambiamo Partinico – come si possa essere contrari ad una misura che serve a garantire maggiori diritti a qualcuno senza togliere diritti a nessuno. Questo regolamento ha sicuramente degli effetti limitati perché il consiglio comunale non è il Parlamento italiano, ma rappresenta anche un segnale chiaro e inequivocabile: il governo deve porre fine a questa violazione dei diritti”.