Partinico: nuova Tarsu, rischio ricorsi

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La Tarsu a rischio di ricorsi dei contribuenti partinicesi. L’allarme viene lanciato da alcuni consiglieri comunali di opposizione che mettono in evidenza come la tassa sui rifiuti solidi urbani, recentemente approvata dal consiglio comunale con rincari del 28 per cento a cui devono aggiungersi i 30 centesimi a metro quadro quale obolo da dare allo Stato, è stata formulata dal Comune con l’aggravio dell’iva al 10 per cento. Manovrina economica non da poco se si considera che pesa per circa mezzo milione di euro sui 5 milioni e mezzo complessivi di costo del servizio. La questione è stata sollevata dai consiglieri del gruppo LeAli, Francesco Gioiosa, Salvatore Governanti, Maria Grazia Motisi e Rosetta Guida, a cui si sono uniti gli altri esponenti dell’opposizione che hanno presentato un atto di indirizzo in merito per la “cancellazione” dell’iva bocciato dalla maggioranza a sostegno del sindaco Salvo Lo Biundo. “Esiste – precisano i quattro esponenti del civico consesso – una sentenza n. del luglio 2009 della Corte Costituzionale che afferma inequivocabilmente che sulla Tarsu e Tia non è possibile applicare l’Iva in quanto non esiste, del resto, una norma legislativa che espressamente assoggetti ad tale imposta le prestazioni del servizio di smaltimento dei rifiuti”. Il sindaco, nel corso della seduta consiliare, è stato chiaro: “L’Ato emette una fatturazione che si deve prevedere in bilancio, poi eventuali contestazioni saranno sollevate in altra sede”. Gioiosa, Governanti, Motisi e Guida incalzano: “Si deve avviare un formale procedimento di contestazione all’Ato Palermo 1 – scrivono – diretto ad  ottenere il risarcimento dei danni arrecati all’igiene ed alla salute pubblica ed al decoro urbano, e per i supplementari costi sostenuti per la necessaria derattizzazione e disinfestazione della città,  al fine di rendere più congrua la Tarsu”. Dai banchi della maggioranza allargano le braccia: “I tecnici degli uffici preposti del Comune – rileva Vito D’Amico – hanno precisato che la tassa va calcolato in questo modo, non votare l’approvazione del tributo sarebbe stata una forzatura”. Riguardo ai rincari della tassa sui rifiuti il consigliere D’Amico ci tiene ad evidenziare un aspetto: “L’essere rimasti in Tarsu ci ha permesso di evitare ulteriori rincari e di garantire commercianti e imprenditori che avrebbe dovuto sopportare altrimenti anche aumenti del 300 per cento in alcuni casi. Sarebbe stata una vera mazzata per il mondo economico e produttivo locale in questo momento di crisi. Il nostro gruppo consiliare del Movimento Democratico e l’assessore di riferimento Gioacchino Albiolo esprimono soddisfazione rispetto a questo esito”.