La diga Jato di Partinico, o invaso Poma, continua ad attraversare un periodo di evidente stress. I dati ufficiali di monitoraggio dei volumi d’acqua resi noti dall’Autorità di bacino della Regione, confrontati tra il 17 settembre e il 17 ottobre scorsi, mostrano un calo significativo delle riserve disponibili. In un solo mese, la quantità totale d’acqua contenuta nella diga di Partinico è diminuita di oltre 1,6 milioni di metri cubi. Si è passati da 18.760.000 di metri cubi di metà settembre a 17.097.500 di metri cubi a metà ottobre. Ancora più preoccupante è la perdita nel volume utile netto, ovvero l’acqua che può essere effettivamente utilizzata per l’approvvigionamento. Questa riserva fondamentale è calata di oltre 1,4 milioni di metri cubi, scendendo da 10.359.218 a 8.923.006 di metri cubi sempre rispetto allo stesso periodo temporale. Di pari passo, il livello dell’acqua rilevato è sceso di quasi un metro, passando da una quota di 178,72 a 177,77 metri. Osservando i dati giorno per giorno, emerge un quadro di prelievi intensi. Il 17 settembre, l’invaso Poma registrava una perdita netta di 87.500 metri cubi rispetto al giorno precedente. Questo calo era segnalato da una variazione percentuale di -0,1 rispetto alla capacità massima autorizzata.
Arrivando al 17 ottobre, il trend di calo mensile era netto, ma il dato giornaliero registrato in quella data ha mostrato un lievissimo e quasi insignificante aumento di soli 68 metri cubi rispetto al giorno prima. Questo minimo incremento non basta però a invertire la tendenza generale e serve solo a evidenziare come, nonostante le variazioni quotidiane, il serbatoio stia gestendo una riserva sempre più esigua. In sintesi, la diminuzione di oltre 1,4 milioni di metri cubi di acqua utile in un solo mese lancia un chiaro segnale sulle difficoltà nell’equilibrio tra l’acqua in entrata e quella in uscita dall’invaso Poma.






