Partinico: intimidazione ad un autosalone

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Gli attentati con il fuoco tornano a minacciare gli autosaloni della cittadina di Partinico. Nella notte di oggi, intorno alle 4, qualcuno ha appiccato le fiamme ai danni di un mezzo posteggiato all’interno del “Di Paola Cars”. L’auto era posteggiata nella parte non coperta dell’autosalone, quella adibita all’esposizione che si affaccia sulla statale 186, nei pressi dell’ospedale Civico di Partinico. Sul dolo non ci sono dubbi anche se sul posto sia i vigili del fuoco che i carabinieri, che hanno aperto in merito un’indagine, non hanno trovato alcuna traccia. Ma il fatto che il fuoco sia partito dal vano posteriore del mezzo esclude automaticamente l’ipotesi di un incendio per cause accidentali. L’intervento dei pompieri ha evitato danni ben peggiori all’auto: la tempestiva operazione ha permesso di evitare che le lingue di fuoco potessero estendersi al resto dell’auto. Gli autori del raid incendiario hanno evidentemente scavalcato la recinzione metallica e sono penetrati all’interno dell’autoparco, prendendo di mira una sola automobile. I carabinieri hanno ascoltato questa mattina il titolare dell’autosalone, Pasquale Di Paola, 38 anni. Il contenuto dell’interrogatorio ovviamente è top secret. Gli inquirenti in particolare stanno indagando per cercare possibili collegamenti tra questo incendio e quello che colpì lo stesso imprenditore nel gennaio del 2011. All’epoca Di Paola gestiva un altro autosalone in viale dei Platani. Anche in questo caso qualcuno penetrò all’interno dell’attività e diede fuoco a tre auto in esposizione. All’epoca dei fatti i carabinieri trovarono però sul posto, nel corso dei rilievi, una bottiglia contenente tracce di liquido infiammabile, il che farebbe pensare ad un atto intimidatorio. Al momento i militari dell’Arma non si sentono di escludere alcuna ipotesi: ovviamente la pista più battuta resta quella dell’intimidazione collegata a possibili ritorsioni del racket delle estorsioni vista l’attività imprenditoriale portata avanti da Di Paola e considerato anche il precedente. Ma gli inquirenti non danno per scontata questa ipotesi. Infatti la prima intimidazione è avvenuta oramai quasi tre anni fa, è trascorso quindi un lungo lasso di tempo. Non si esclude quindi la possibilità che i due fatti possano essere scollegati tra loro. Motivo per cui gli inquirenti stanno seguendo anche altre piste che portano pure alla vita privata dell’uomo. A Partinico tornano quindi a farsi vivi gli incendiari dopo un periodo di calma apparente. Gli episodi col fuoco hanno avuto un picco a cavallo tra gli anni 2010, 2011 e 2012, mentre c’è stato un calo netto nell’anno in corso, almeno sino ad oggi. Non per questo le forze dell’ordine pensano che nel territorio ci sia meno incidenza della criminalità organizzata. Le ultime operazioni antimafia hanno messo in evidenza come invece la criminalità di un certo spessore tenda sempre più a muoversi in maniera sommersa, senza troppo clamore.