Partinico: furto sacrilego al Santuario della Beata Pina Suriano

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Furto sacrilego al santuario della Beata Pina Suriano di Partinico. Qualcuno ha profanato la tomba che contiene le spoglie mortali della venerabile Serva di Dio. Ad essere stati portati via una collanina e il rosario che aveva in mano la Beata, entrambi in oro. Appare però difficile pensare che si sia trattato di un vero e proprio furto a scopo di lucro: all’interno della chiesa vi erano oggetti ben più preziosi, come il reliquiario e il tabernacolo che non sono stati toccati. “Non vi è dubbio – afferma sconvolto il rettore del santuario, Monsignor Giuseppe Geraci – che siamo in presenza di un furto sacrilego. Si è trattata di una vera e propria profanazione perché nessun altro oggetto di valore è stato toccato”. Il sacerdote, appena fatta la scoperta, ha sporto denuncia al commissariato di polizia. Questa mattina ha effettuato sul posto un sopralluogo la Scientifica alla ricerca di indizi che possano mettere sulle tracce dei responsabili del furto. Secondo una prima ricostruzione i balordi sono penetrati dal retro della chiesa. Segando le grate in ferro che danno sulla finestra del saloncino attiguo al santuario. Una volta dentro si sono subito diretti verso l’urna in vetro e marmo della Beata: sono stati rotti due vetri e quindi sono stati portati via i preziosi. I ladri, comunque, prima di andare via si sono premuniti portando via l’hard disk collegato ad un computer che registra le immagini delle telecamere di videosorveglianza. In questo modo hanno evitato di potere essere identificati. Scossa dell’accaduto l’intera comunità che è molto legata a Pina Suriano. Proprio negli ultimi anni la figura di questa donna definita dalle “virtù eroiche” si sta molto rivalutando, soprattutto da quando è stata dichiarata Beata da Papa Giovanni Paolo II: “la cosa più inquietante – sostiene Monsignor Geraci – è che questo fatto è avvenuto all’indomani del nono anniversario della sua beatificazione, avvenuta il 4 settembre del 2004”. La Venerabile Serva di Dio morì nel 1950, a soli 35 anni, dopo un calvario fatto di difficoltà legate alla sua precaria salute e al diniego dei genitori di farla diventare suora, come la stessa Pina voleva. Moltissimi i pellegrini che ogni anno vengono in visita al santuario provenienti da ogni parte della Sicilia, ma sono molti anche coloro i quali dall’altra parte del globo terrestre si sono affidati alla Serva di Dio. La Beata, infatti, ha moltissimi fedeli dell’America Latina, come testimoniano i contatti che arrivano sul sito internet della parrocchia. Partinico ha subito alcuni furti di ostie e tabernacoli lo scorso anno. Questo però appare un episodio slegato da quella catena di raid.