Partinico, femminicidio. Incinta la donna uccisa da un imprenditore

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Colpita da dieci coltellate. Il colpo che l’ha uccisa quello inferto alla gola. Questo il risultato dell’autopsia sulla trentenne di Giardinello, Ana Maria Lacramioara Di Piazza, assassinata, senza pietà dall’ imprenditore Antonio Borgia. Particolare ancora più toccate: la giovane donna, ennesima vittima di femminicidio, aspettava un bambino: era un maschio ed era al terzo mese di gravidanza. E’ quanto accertato dall’esame all’istituto di Medicina legale del Policlinico di Palermo. Un esito che sconfessa quanto ieri mattina Borgia, imprenditore nel settore dell’installazione delle piscine, ha detto davanti alla giudice Cristina Lo Bue: «Lei diceva di essere incinta ma io non le credevo perché le avevo detto di andare a fare una visita in mia compagnia e lei si è rifiutata». E, invece, Ana aveva una vita in grembo. Un bambino che è stato ucciso insieme a lei in una mattina di violenza inaudita. «Lei mi ricattava dicendomi che avrebbe rivelato il tradimento a mia moglie. È stata una dichiarazione di Antonio Borgia, interrogato al carcere Pagliarelli dalla giudice”. Di quella gravidanza erano a conoscenza anche due amiche della giovane donna. Sono state loro a chiarire che i soldi chiesti a Antonio Borgia erano per le cure necessarie a portare avanti una gravidanza che sembrava difficile. «Ana era una ragazza buona e fragile. Lei voleva quel bambino e aveva chiesto soldi anche a me. Glieli avevo dati, ci conoscevamo da ragazzine», ha raccontato Federica Cucchiara. Il sindaco ha proclamato il lutto cittadino per il giorno dei funerali. Ana lascia un figlio di undici anni.