Partinico: diga Jato, investimenti per 3 milioni di euro

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Oltre 3 milioni di euro di investimenti per rimettere in sesto la rete idrica dell’invaso Poma di Partinico al servizio dell’agricoltura. Il resoconto è stato fatto nel corso di un incontro tra i rappresentanti del “Comitato per la sana gestione dell’acqua della Diga sullo Jato”, una rappresentanza del Consorzio di Bonifica Palermo 2 e Vincenzo Cusumano, dirigente del Dipartimento regionale dell’Agricoltura, nominato dal Governo Regionale quale responsabile del coordinamento del “Tavolo permanente” per la gestione delle acque del comprensorio dello Jato, istituito e riconosciuto ufficialmente nel dicembre scorso. Tra lavori già appaltati e in via di partenza figurano: un milione e 200 mila euro destinate al III lotto sollevato, per la sostituzione degli idranti ammalorati, delle saracinesche e degli interventi sull’impianto di sollevamento a valle della diga; altri 250 mila euro per il riutilizzo delle acque reflue del Comune di Borgetto, idonee per l’uso agricolo, da immettere in rete nel I lotto; figurano poi un milione e 800 mila euro destinati alla sostituzione di tutte le saracinesche comiziali di tutti i lotti del comprensorio irriguo che abbraccia Partinico, Balestrate, Trappeto e Borgetto. Nel contempo è in fase d’avvio anche la progettazione di massima degli interventi di lungo periodo inerenti il rifacimento di interi lotti e parte di essi, i cui fondi potranno essere reperiti già a partire dalla prossima programmazione comunitaria 2014-2020. Il comitato ha chiesto ed ottenuto di conoscere nell’immediato lo stato del censimento e mappatura delle rotture comiziali e lo stanziamento di fondi, nell’immediato, per fronteggiare i costi degli interventi di riparazione: “Cusumano – scrive in una nota il comitato – si è espressamente impegnato al reperimento immediato di fondi affinché, già dall’1 aprile, si possa dare seguito alle riparazioni ed al contestuale avvio della campagna irrigua 2014”. Niente da fare, invece, riguardo alla richiesta di abbattimento delle tariffe per l’erogazione idrica. Si va da un importo minimo di 172 euro ad ettaro sino a 600 euro per le serre. Sotto questo aspetto il dirigente del Dipartimento regionale dell’Agricoltura ha detto che la soluzione non è percorribile in quanto si è in presenza di tariffe già abbastanza basse essendo calcolate su un costo pari a 15 centesimi a metro cubo, se confrontate con quelle di altre realtà italiane dove il costo è pari circa 70 centesimi. A breve sarà riconvocato il comitato per fare un punto della situazione riguardo ad interventi strutturali e alla riorganizzazione anche delle risorse umane del Consorzio di Bonifica che gestisce gli impianti della diga.

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