Partinico-Delocalizzazione distilleria, ok della Regione: respinta opposizione Comune di Alcamo

Il consiglio comunale è “l’unico organo al quale compete la responsabilità di panificazione urbanistica” e l’area oggetto di variante “è vocata agli insediamenti industriali”. Con questi pareri il dipartimento Urbanistica dell’assessorato regionale Territorio e Ambiente mette una pietra tombale sulle vibrate proteste di Comuni, associazioni, movimenti e partiti politici e dichiara approvata in via definitiva la variante al piano regolatore generale che permette la delocalizzazione della distilleria Bertolino dall’attuale sito in cui si trova in centro abitato, in viale dei Platani, alla nuova area ricadente in contrada Bosco-Sant’Anna a Partinico. Tutto adesso è stato trasmesso al Cru, il comitato regionale urbanistica, per la definitiva approvazione che a questo punto appare una formalità. Per chiudere il cerchio bisognerà poi attendere l’ok della Regione anche all’altra variante, quella di viale dei Platani, che permetterà alla stessa industria di trasformare l’area che verrà dismessa ad insediamenti commerciali e residenziali. Iter quest’ultimo che è già partito e per cui si attende il pronunciamento della Regione dopo l’approvazione avvenuta già in consiglio comunale. Sicuramente, però, l’ostacolo urbanistico più importante è stato superato ed era proprio quello relativo all’ottenimento della variante di contrada Bosco-Sant’Anna, su cui vi era stata una levata di scudi anche dei Comuni vicini di Alcamo, Balestrate, Trappeto e Castellammare del Golfo, oltre che di parlamentari regionali e sigle ambientaliste. Undici erano state le opposizioni presentate ma dopo la loro bocciatura in consiglio comunale è arrivata anche quella della Regione. Le principali obiezioni avevano riguardato aspetti importanti come quelli della presenza in zona di attività ricettive, ristorative e di imprese agricole dedicate al biologico definite incompatibili con la nascita di insediamenti industriali. In tutti i casi però il Dipartimento urbanistica dell’assessorato regionale al Territorio e ambiente le ha ritenute infondate: “Relativamente alle osservazioni sui potenziali danni all’agricoltura, ai bacini idrici e allo sviluppo turistico del territorio, – scrive il dirigente generale del Servizio 2 dell’Urbanistica dell’assessorato, Carmelo Frittitta – si osserva che l’area è già vocata all’insediamento di nuove attività produttive e comunque ci si dovrà attenere nel rispetto delle prescrizioni imposte”. Respinte anche le osservazioni relative al presunto sovradimensionamento dell’area concessa alla distilleria e alle richieste di sottoporre l’iter ad altre varie autorizzazioni molto restrittive, come Aia (autorizzazione integrata ambientale) e Via (valutazione integrata ambientale). Nel nuovo sito in cui dovrebbe delocalizzarsi la distilleria, ampio all’incirca 15 ettari, è prevista la realizzazione di un impianto industriale per l’estrazione da biomasse vegetali di bioetanolo da destinare al mercato dei carburanti verdi, nonché la trasformazione di biomasse vegetali per la produzione di energia termica ed elettrica mantenendo alcune produzioni tradizionali come quella di alcool per l’industria.