Partinico: Aro, la lente della Regione

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PARTINICO. Sotto esame il piano Aro del Comune di Partinico. In questi giorni il Dipartimento regionale Acque e rifiuti sta analizzando la documentazione inviata dal Comune che ha elaborato, come dettato dalla nuova legge di riordino in materia di rifiuti, un nuovo assetto gestionale per lo smaltimento dell’immondizia. I tecnici degli uffici preposti stanno esaminando punto per punto quanto previsto dall’ente municipale e a stretto giro di posta saranno chiamati ad emettere il loro parere, presentando anche eventuali osservazioni. Partinico ha deciso di gestire il servizio in solitudine dopo avere provato ad accorparsi alla società che opera nella vicina Alcamo perché considerata virtuosa che però ha risposto “picche”. Da qui la decisione maturata di provare a lavorare in autonomia pur facendo parte di uno dei 10 ambiti siciliani che compongono l’Srr di Palermo Ovest, macro area individuata dalla Regione per la gestione della raccolta dei rifiuti. Tutta da verificare quale sarà l’efficienza di questo nuovo organismo considerata la disastrosa situazione in cui si trova Partinico da anni, dove il servizio di raccolta dei rifiuti ha funzionato a singhiozzo (una ventina gli stop di diversi giorni soltanto negli ultimi tre anni, ndr) e addirittura si è del tutto abbandonato il sistema di raccolta differenziata porta a porta. Oggi in città la quota di differenziato è scesa sotto la soglia del 3 per cento quando invece, all’epoca del porta a porta nel solo centro storico, si era arrivati a raggiungere il 9 per cento. Con gli Aro il servizio cambia nella sua impostazione: il Comune si occuperà direttamente di gestire e dare in affidamento ad aziende private, tramite gara d’appalto, lo spazzamento e la raccolta dei rifiuti; di competenza saranno, inoltre, la determinazione del piano industriale e le decisioni riguardo le forme di attuazione della raccolta differenziata nel territorio di riferimento. In questo modo, incidentalmente, verrà a cadere anche la necessità di ricorrere ai cosiddetti “noli a caldo” per la raccolta dei rifiuti: saranno le società private a doversi occupare della raccolta stessa, attenendosi al bando della gara d’appalto. Aspetto di non poco conto questo: l’Ato Palermo 1, cui Partinico fa parte sino al completamento della messa in liquidazione, tra le sue voci di bilancio più pesanti ha annoverato proprio acquisti e noleggi di mezzi via via crescenti sino a giungere a quasi 2 milioni di euro e costi per le manutenzioni e le riparazioni degli stessi mezzi a noleggio per una spesa annua pari a quasi mezzo milione di euro. Spesa che ovviamente ha contribuito a far crescere complessivamente i costi di raccolta lievitati da 650 mila euro nel 2004 a quasi 6 milioni di euro attuali. Situazione che è stata denunciata in un dettagliato dossier di Rifondazione Comunista e anche dall’ex assessore all’Ambiente del Comune, Bartolo Parrino.

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