Parco sub-urbano, scade convenzione e la Laurus chiude i cancelli. Nessun segnale dalla giunta Surdi

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Tanto tuonò che piovve. Dopo appelli, incontri, idee e buoni propositi, da ieri il parco sub-urbano di Alcamo ha chiuso definitivamente i cancelli, così come era nell’aria. La convenzione fra l’associazione “Laurus e Ambiente” e il Comune di Alcamo è scaduta ma al cordiale faccia a faccia di oltre un mese fa, non è seguito alcun intervento. Nessuna novità sulle migliorie richieste dal gestore e niente nuovo bando per riscrivere la convenzione.

Si chiudono quindi i 5 anni di gestione del parco sub-urbano affidata alla Laurus che, con enormi sacrifici e con il riconoscimento della cittadinanza, è riuscita a garantire la fruizione dei 12.000 metri quadri del polmone verde che sorge sotto ai bastioni di piazza Bagolino e che, fra l’altro, dovrebbe anche essere ultimato con la sistemazione di altri 5.000 metri quadrati, quella della zona nord-ovest.

Tre le cose più importanti che l’associazione ha chiesto all’amministrazione Surdi per andare avanti e quindi rinnovare l’accordo: messa in sicurezza del parco (vie d’accesso, scalinata e viali interni), video-sorveglianza e illuminazione. In questi ultimi anni, la mancanza assoluta di investimenti e anche altri problemi quali lo sversamento di reflui fognari andato avanti per diversi mesi, hanno costretto la Laurus a ridurre attività e accessibilità dei luoghi: niente più animali che convogliavano centinaia di bambini con relative famiglie, interdizione di parecchie zone del parco, rinvii o annullamenti di eventi già programmati. A tutto ciò bisogna aggiungere i costanti e beceri danni causati, nottetempo, da bande di giovani imbecilli che non trovano altro da fare se non distruggere il bene pubblico.

Prima di chiudere i cancelli, l’associazione presieduta da Giuseppe Cavarretta, oltre all’incontro con sindaco Surdi, assessori e funzionari comunali dello scorso settembre, ha inviato una lettera al Comune, una decina di giorni fa, in cui dettagliatamente raccontava l’attuale situazione del parco sub-urbano, con tanto di foto allegate, e avanzava alcune proposte per intavolare una possibile nuova assegnazione della gestione.

Il documento, protocollato il 29 ottobre scorso, si chiudeva con l’anticipazione di quanto la Laurus avrebbe fatto: chiusura dei cancelli per evitare rischi all’incolumità delle persone e ulteriori costi al gestore, e in caso di mancato rinnovo la richiesta di 30 giorni di tempo per smontare le installazioni non permanenti che sono di proprietà della stessa associazione che per 5 anni ha gestito il parco sub-urbano. Finora nessuna risposta e un luogo che, per anni, ha ospitato anche centinaia di manifestazioni, rischia di finire nel degrado più assoluto.