Palermo, meno furti e omicidi ma è allarme violenza sulle donne: i dati dell’anno giudiziario

Diminuiscono gli omicidi, compresi quelli colposi legati alle morti sul lavoro, così come sono in calo, seppur di poco, le denunce per associazione mafiosa. Si riducono persino i furti e le rapine. In compenso, però, aumentano i casi di corruzione (del 49%), i decessi dovuti ad incidenti stradali (+24%), ma soprattutto tutti quei reati – dal tentativo di omicidio alla violenza sessuale e allo stalking – che più frequentemente colpiscono le donne, alle aggressioni da parte di giovanissimi che camminano armati di coltello.

I dati sull’andamento della criminalità nel Distretto giudiziario di Palermo – che comprende anche i tribunali di Trapani e Marsala, forniscono dati molto distanti dalla percezione comune di insicurezza da pare dei cittadini preoccupati dalle violenze che si consumano in strada e nei luoghi della movida selvaggia. Le informazioni statistiche sono contenute nella relazione per l’inaugurazione di oggi dell’anno giudiziario stilata dal presidente della Corte d’Appello di Palermo, Matteo Frasca, nell’Aula magna del palazzo di giustizia. I numeri si riferiscono al periodo che va dal primo luglio del 2024 al 30 giugno dell’anno scorso. Il dato che balza agli occhi è quel +71% legato a tentativi di omicidi a danno di donne, che sono passati da 14 a 24; stesso ragionamento per le violenze sessuali, aumentate del +12% e per lo stalking +9% (da 1.779 a 1.936). Sono in crescita del 14%, inoltre, anche i casi di pedofilia e di pedopornografia, passati da 154 a 175. Un contesto di abusi sulle fasce più deboli della popolazione. Per quanto riguarda i fatti di sangue, gli unici reati in crescita nel distretto giudiziario sono le morti determinate da incidenti stradali passate da 67 a 83 (+24%), mentre sono in calo del 37% (da 1.111 a 696) i feriti in seguito a questo tipo di sinistro.

Allo stesso modo risultano dimezzate le morti sul lavoro. Sono in calo anche le denunce per associazione mafiosa da 90 a 80 (-11%), i casi di estorsione (-4%). Crescono invece i reati contro la pubblica amministrazione passati complessivamente da 3.890 a 4.020. Un balzo in avanti determinato soprattutto dall’aumento dei casi di corruzione, quasi raddoppiati. Risultano in calo – anche se i numeri sono alti i reati contro il patrimonio: i furti diminuiscono del 13%. Giù i casi di usura (-33% da 33 a 22). A segnare un deciso balzo in avanti (+30%) sono i reati tributari, quelli legati all’inquinamento e ai rifiuti, quelli in materia edilizia e quelli legati alla tossicodipendenza. Inoltre ribadita la carenza di magistrati.