Palasport Trapani, il Comune avvia la revoca della convenzione con la società di Antonini

Il Comune di Trapani ha ufficialmente avviato il procedimento di risoluzione e decadenza della convenzione trentennale che affidava alla Trapani Shark la gestione del Palasport “Pala Daidone”. È la decisione assunta dal sindaco Giacomo Tranchida dopo mesi di tensioni e polemiche sulla validità dell’accordo stipulato nel 2023 con la società allora a carattere dilettantistico, e oggi trasformata in Srl dopo la promozione in Serie A. La trasformazione giuridica è il punto cruciale: per Palazzo D’Alì, il passaggio da Ssd a Srl viola l’articolo 5 della convenzione, che prevedeva agevolazioni riservate alle società sportive dilettantistiche. Un cambio di forma che, per il Comune, fa venir meno i presupposti di legittimità dell’affidamento trentennale dell’impianto. Da qui l’avvio formale dell’iter di revoca, comunicato dal Responsabile Unico del Procedimento e illustrato dal sindaco in conferenza stampa. Tranchida ha parlato di “un atto dovuto” e ha precisato che “c’erano margini per salvare la convenzione”, ma che la società non avrebbe esercitato alcun ricorso in autotutela. «Non abbiamo cercato cavilli sulle fatture o sui lavori», ha detto, «ma verificato se quel patrimonio pubblico risponde alle procedure di legge». L’affondo del sindaco arriva in un momento delicato: il patron Valerio Antonini, solo pochi giorni fa, aveva minacciato di trasferire la Shark in un’altra città siciliana dal 15 dicembre, scatenando la protesta dei tifosi e l’indignazione della piazza. Oltre 3.000 abbonati si interrogano ora sul futuro della squadra e sul rimborso delle gare casalinghe non disputate. Sul piano politico, la mossa di Tranchida segna un punto di svolta: la città non intende cedere alla pressione del magnate romano, che finora ha alternato promesse di investimenti e dichiarazioni incendiarie. Ma la battaglia potrebbe non fermarsi al parquet: si apre infatti anche il fronte dello Stadio Provinciale, dove pende una richiesta di pagamento di oltre 100 mila euro di utenze arretrate. Trapani, ancora una volta, si ritrova divisa tra orgoglio sportivo e difesa della legalità amministrativa.