Oggi ricorrono 21 anni dalla scomparsa di Denise Pipitone, la bambina rapita a Mazara del Vallo nel 2004. Un anniversario che ogni anno rinnova il dolore, di una famiglia e di un intero Paese che non ha mai dimenticato quel volto innocente. Era una calda mattina di fine estate quando Denise, che aveva poco meno di quattro anni, venne rapita davanti casa, in via La Bruna. Da allora, di lei non si è più avuta alcuna traccia certa, nonostante le ricerche capillari avviate su tutto il territorio nazionale ed europeo. A distanza di 21 anni, la speranza di ritrovarla è ancora viva: “Denise è sempre nei nostri cuori, nonostante il tempo trascorso. L’attesa di una risposta continua a tormentarci, mantenendo accesa la fiamma della ricerca. Desideriamo ardentemente che la verità emerga, per poter finalmente raggiungere un po’ di pace”, dichiarano con dolore mista a tanta forza d’animo Pietro Pulizzi e Piera Maggio, genitori della bambina. Il rapimento di Denise è diventato negli anni un caso nazionale, anche grazie all’instancabile impegno della madre, Piera Maggio, che non ha mai smesso di cercarla, portando avanti una battaglia lunga e difficile, alimentata da amore, dolore e speranza.
“Continuiamo ad andare avanti a lottare per nostra figlia, come abbiamo sempre fatto. Nel corso delle indagini, diverse piste investigative hanno ipotizzato un rapimento premeditato, forse per motivi familiari. Nel maggio 2021, la Procura di Marsala riaprì le indagini, ma anche questo tentativo si concluse con un’archiviazione nel dicembre dello stesso anno. Oggi, a 21 anni da quel giorno, il dolore non si è attenuato, ma si accompagna ancora a una fiammella di speranza che resta accesa, contro ogni logica del tempo. Mazara del Vallo, l’Italia intera, e soprattutto la famiglia Pipitone continuano a chiedere verità, giustizia e, soprattutto, il ritorno di Denise. Perché finché non c’è una verità definitiva, ogni giorno può essere quello buono per rivederla





