Il Ministero dell’Interno ha stanziato quasi 20 milioni di euro per l’affidamento biennale della gestione del Centro di Permanenza per i Rimpatri di contrada Milo a Trapani, con possibilità di proroga per un ulteriore anno. La struttura, con capienza massima di 204 posti, rappresenta uno snodo chiave del sistema di trattenimento dei migranti in Sicilia. Il capitolato prevede un costo giornaliero pro capite di poco meno di 53 euro, pari a circa 7 milioni e 900mila euro per due anni, più quasi 4 milioni di spese non soggette a ribasso. La gara sarà aggiudicata all’offerta economicamente più vantaggiosa, anche se valida una sola proposta, con responsabilità del Libero Consorzio Comunale di Trapani in collaborazione con la Prefettura. Il CPR di Milo, attivo dal 2014 come Centro di identificazione ed espulsione e convertito in Hotspot dal 2018, è stato teatro di rivolte, scioperi della fame e incendi, legati alle difficili condizioni materiali e ai tempi di trattenimento dei migranti. Le segnalazioni denunciano carenze nel cibo, nei servizi sanitari, legali e sociali, oltre a gravi criticità nei servizi igienici e nell’informazione agli ospiti. Secondo l’osservatorio “Trattenuti” di Action Aid e Università “Aldo Moro” di Bari, tra il 2018 e il 2024 il CPR di Trapani ha registrato una media di 58 presenze giornaliere e 537 ingressi annui, con un tempo medio di permanenza di 26 giorni, inferiore alla media nazionale di 36. I richiedenti asilo rappresentano il 24% degli ospiti e i rimpatri effettuati dal centro raggiungono quasi il 67%, valore superiore alla media italiana. Le uscite per decorrenza dei termini si attestano all’1,8%, più di otto punti sotto la media nazionale.






