Naufragi e tratta: il Vescovo di Trapani prega per le vittime senza nome

In occasione della festa di Santa Bakhita e della Giornata contro la tratta, il vescovo di Trapani Pietro Maria Fragnelli ha presieduto una messa in Cattedrale in memoria delle vittime dei recenti naufragi nel Mediterraneo. Le stime dei dispersi durante il ciclone Harry sono drammatiche: le vittime potrebbero essere quasi mille, ben oltre le cifre inizialmente ipotizzate.

Mons. Fragnelli ha rivolto un pensiero particolare alla donna migrante ritrovata cadavere pochi giorni fa presso il castello della Colombaia a Trapani, sottolineando il dovere di restituire dignità a chi muore senza un nome. Durante la celebrazione, cinque bambini hanno portato all’altare altrettante candele, simbolo dei cinque continenti e della richiesta di libertà per i “nuovi schiavi” del nostro tempo.

Il Vescovo ha definito la tratta un fenomeno di “tenebra disumana” in aumento, che colpisce soprattutto donne e bambine attraverso lo sfruttamento sessuale e lavorativo. L’omelia si è conclusa con un appello alla mobilitazione morale e spirituale per porre fine a questa tragedia umanitaria che continua a consumarsi sulle rotte migratorie.