Morti e incidenti sul lavoro, preoccupante crescita anche nel trapanese

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Gli incidenti mortali sul lavoro, nonostante le tante campagne di sensibilizzazione e l’incremento dei controlli, sono purtroppo in costante aumento a causa della diminuita attenzione delle imprese alla sicurezza. In Sicilia quest’anno sono già 39 i morti, fino al 31 luglio. Anche gli infortuni sono aumentati in modo significativo a soprattutto nelle province di Trapani e di Palermo ma anche di Messina e Ragusa: 516, in sette mesi con un’età compresa tra 55 e 69 anni.

Rispetto al periodo gennaio-luglio 2018, nei primi sette mesi di quest’anno vi sono stati 13 morti bianche in più: 29 nell’industria e servizi, 8 in agricoltura, 2 nel pubblico impiego. “Morire di lavoro non è colpa del destino, ma una diretta conseguenza della diminuita attenzione alla sicurezza dei luoghi di lavoro e del generale appesantirsi delle condizioni, frutto nanche del protrarsi della crisi economica – ha scritto l’economista Garufi commentando i dati Inail diffusi sul sito del Centro Pio la Torre –. Le aziende investono meno in sicurezza. le lavoratrici ed i lavoratori sono pressati anche dal timore della perdita del posto di lavoro e riescono assai meno del passato ad organizzare iniziative di resistenza contro l’arretramento delle condizioni materiali nelle quali prestano la propria opera”.

L’ultimo incidente mortale sul lavoro nel trapanese si è registrato il 30 luglio scorso. Alcamese la vittima, Luca Guastella, 52 anni, volato giù dal tetto della chiesa di San Giuseppe del “Carminello”, in via Garibaldi a Trapani, mentre per conto della ditta alcamese Soedil stava lavorando alla ristrutturazione del luogo di culto commissionata dalla Curia vescovile.