Monte Bonifato ferito dai piromani, fiamme da Tre Noci. I vigili del fuoco salvano la Riserva

Per un attimo è sembrato di rivivere quel tragico settembre del 2012 quando alcuni criminali diedero fuoco al monte Bonifato causando devastazione all’ambiente e danni anche alle abitazioni. Rispetto a quei tragici giorni, per fortuna, le cose sono andate molto meglio. Le fiamme, partite intorno alle 17.30 di ieri pomeriggio,  hanno interessato soltanto il versante di contrada Tre Noci e non hanno raggiunto la fitta pineta nell’aria della Riserva. Stesso scenario di  otto anni, forte vento, e stesse cause, la mano folle dei piromani.

Da un prima sommaria visione delle immagini sembra che l’innesco sia stato dato in due o tre punti differenti, abbastanza distanti l’uno dall’altro. Può darsi, però, che il rogo sia stato appiccato soltanto in un punto della montagna alcamese e poi il vento abbia fatto il resto per sparpagliarlo. Le operazioni di spegnimento sono andate avanti per quasi 12 ore.

Sul posto, di non facile accesso, sono arrivate squadre di vigili del fuoco, oltre che da Alcamo, anche da Trapani e Salemi. Poi i forestali e gli uomini del SAB nonché i volontari della protezione civile dell’associazione Fire Rescue e quelli della Croce Rossa a fare da supporto logistico. Intervenuti anche i canadair che hanno fornito un contributo notevole con i lanci d’acqua dall’alto.

Il sottobosco ancora verde ha per fortuna rallentato il diffondersi del fuoco che comunque ha aggredito i resti di alberi già carbonizzatisi nell’incendio del 2012 senza però creare problemi alle abitazioni. Monte Bonifato anche questa volta è stato spento e per fortuna i danni ambientali, seppure abbastanza vasti, non sono stati notevoli e irreparabili.

Questa mattina i vigili del fuoco, dopo il lungo ed estenuante lavoro notturno, si sono nuovamente recati sulla montagna alcamese, in contrada Tre Noci, per bonificare l’area ed evitare che proprio da quei tronchi già bruciatisi otto anni fa possano scattare scintille in grado di far ripartire le fiamme. La mente criminale degli autori, che ovviamente conoscono bene i luoghi e i sentieri, è sempre la stessa. Sfruttare il forte vento scegliendo anche il versante più esposto alle raffiche.