Una battaglia che l’ha impegnata per oltre due anni, facendole vivere emozioni terribili, di sdegno, di orrore, nel vedere e nel denunciare immagini mortificanti della dignità della donna su un forum che adesso è stato finalmente chiuso. La vicenda, di rilevanza nazionale, è partita dalle segnalazioni di una donna di Cinisi, Mary Galati, una ventiseienne, che adesso paga il suo impegno ricevendo minacce da utenti vigliacchi. Il tutto ha avuto inizio da una sua petizione che, lanciata tempo fa, ha raccolto oltre settecentomila adesioni ma non ha avuto riscontri finché non è scoppiato il caso parallelo Mia moglie, con vittime anche tra donne note. Sue anche quattro denunce, sempre inascoltate. Poi l’esito vittorioso del suo impegno.
Difesa da un avvocato, la Galati a testa alta si intesta una vittoria che non è solo sua ma di tutte le donne che in questi anni, per lo più inconsapevoli, sono state offese, dileggiate da una quantità innumerevole di foto rubate nell’intimità o modificate con gli strumenti che oggi la tecnologia offre. Si tratta addirittura di anziane, di bambine, nessuna fascia di età era immune dalla vergogna, dalla violenza di padri che postavano foto di figlie, di uomini che ricorrevano a fotomontaggi per gettare nella immensa piazza virtuale la dignità di amiche, conoscenti, mogli e aspettare i commenti beceri di chi gode della loro stessa perversione. Mary Galati ha messo in luce una vicenda a cui per ora è stata messa la parola fine ma resta da chiedersi per quanto tempo ancora. Nel senso che questi siti, questi forum, queste vere e proprie latrine vengono chiuse e riaperte continuamente. Con la Polizia Postale che, nonostante un monitoraggio senza tregua della rete, non riesce a debellare questo fenomeno.






