Militare trapanese vittima del dovere, la Corte d’Appello riconosce i diritti al figlio

La Corte d’Appello di Palermo ha sancito un passo storico per i diritti degli orfani dei servitori dello Stato, riconoscendo finalmente a Fabio Barone, figlio del militare trapanese Biagio Barone, i benefici previsti per le vittime del dovere. Biagio, deceduto a causa di un carcinoma renale provocato dall’esposizione a sostanze tossico-nocive durante il servizio, aveva lasciato il figlio senza alcun sostegno economico, dopo che il Tribunale di Trapani aveva respinto la richiesta di riconoscimento dei benefici, motivando la decisione con il fatto che Fabio non risultava fiscalmente a carico del padre al momento della sua morte. La Corte d’Appello ha ribaltato quella sentenza, chiarendo che il requisito del carico fiscale non può negare i diritti spettanti agli orfani secondo la normativa speciale, stabilendo così che Fabio ha diritto a un assegno vitalizio non reversibile di 500 euro e ad altre provvidenze economiche. Fabio Barone, oggi 34 anni, aveva perso il padre a 27 e si era trovato di fronte a un’ingiustizia che per anni ha escluso numerosi familiari dai sostegni previsti dalla legge. La pronuncia è stata resa nota dall’Osservatorio nazionale amianto, che ha seguito l’intero iter giudiziario, e ha suscitato grande soddisfazione da parte dell’avvocato Ezio Bonanni, legale di Barone e presidente dell’Osservatorio, il quale ha definito la sentenza “una vittoria di giustizia e civiltà”. Bonanni ha sottolineato come, per anni, una lettura restrittiva della legge abbia negato diritti fondamentali agli orfani non fiscalmente a carico, privandoli di sostegno e riconoscimento. I Ministeri della Difesa e dell’Interno sono stati condannati al pieno riconoscimento delle provvidenze economiche, garantendo un sostegno concreto e stabile al giovane. L’assegno vitalizio e le altre forme di tutela rappresentano ora strumenti reali per affrontare la perdita e per sostenere chi ha pagato il prezzo più alto per il servizio allo Stato.