Mese mariano, visite e preghiere al Santuario. Gli alcamesi potrebbero farle

Da quattro giorni è cominciato maggio, il mese mariano per antonomasia. L’indicazione di maggio come mese di Maria avvenne, grazie a un padre gesuita, Annibale Dionisi, che nel 1725 pubblicò il testo “Il mese di Maria ossia il mese di maggio consacrato a Maria con l’esercizio di vari fiori di virtù proposti ai veri devoti di lei”. Ad Alcamo, dove è presente il Santuario di Maria santissima dei Miracoli, patrona della città, si moltiplicano in questo mese le preghiere e le recite dei rosari. Fin qui nessun problema.

La questione ancora poco chiara riguarda invece i pellegrinaggi individuali al Santuario per andare a pregare. Innanzitutto è bene specificare che la chiesa dedicata alla patrona di Alcamo viene regolarmente aperta, secondo la disponibilità del sacerdote responsabile. L’intervento un paio di giorni fa della polizia municipale e il messaggio vocale divulgato un po’ dovunque del rettore don Benedetto Cottone hanno creato abbastanza confusione.

A lume di logica li calati al santuario in preghiera dovrebbero essere consentite. La nuova ordinanza, quella della cosiddette Fase 2, ha infatti concesso a tutti di potere fare attività sportiva individuale o passeggiate salutari all’aria aperta anche lontano da casa, quindi a prescindere dal percorso casa-supermercato-farmacia. Il precedente provvedimento, quello che invece autorizzava i fedeli a entrare nelle chiese a pregare, lo consentiva soltanto per quei luoghi di culto che si trovavano lungo proprio quel percorso. Ampliati tragitti e possibilità, significa quindi che gli alcamesi potrebbero andare a pregare anche al santuario, luogo sulla cui strada di accesso non esistono né supermercati e nemmeno farmacie.

Non è stata diramata una nota esplicativa dalle autorità ma l’interpretazione non dovrebbe lasciare dubbi. Se i cittadini possono passeggiare anche lontano da casa è chiaro che possono entrare in qualsiasi chiesa del loro percorso. Ovviamente però non si potrà scendere al santuario in gruppo o entrare a centinaia all’interno della piccola chiesa. Bisogna sempre rispettare la distanza interpersonale e il divieto di assembramento.

Qualcuno potrebbe chiedersi: ma gli alcamesi devono pregare proprio lungo la storica strada di accesso al Santuario e all’interno dello stesso? Alla fede non si comanda e da secoli gli alcamesi, devotissimi della Madonna, si recano in preghiera al loro Santuario. E’ giusto che le forze dell’ordine vigilino sul rispetto delle norme anti-contagio ma e altrettanto giusto utilizzare un certo discernimento. Da parte di tutti, fedeli compresi.