Maxitruffa con ossa rotte. Sei condanne per la banda degli “Spaccaossa”, c’è un partinicese

C’è anche un uomo di Partinico tra i condannati al processo sugli “Spaccaossa”, il fenomeno dei finti incidenti stradali per intascare i premi assicurativi. Tra i condannati Benedetto Mattina, 45 anni, a 7 anni e 5 mesi. L’uomo venne coinvolto in una maxitruffa alle assicurazioni tra Palermo e provincia che fece scattare nel 2018 un’indagine su 45 persone. Emerse una vera e propria organizzazione che truffava  assicurazioni, denunciava finti infortuni, mutilazioni vere  per poter intascare denaro, con  ossa fratturate per pochi spiccioli. Mattina faceva parte, secondo l’accusa, della banda di “Spaccaossa”, che operava da Palermo e sino a Partinico, che avrebbe truffato le compagnie  assicurative con l’obiettivo di intascare i premi per i risarcimenti che poi venivano divisi tra false vittime degli incidenti e vertici dell’organizzazione. Si chiude con sei condanne e un’assoluzione l’ultimo processo che ancora era pendente in primo grado sulla maxitruffa organizzata dai così detti spaccaossa, ovvero quella dei finti incidenti stradali con feriti veri, a colpi di pesi da palestra o di mattoni di tufo, nato dalle inchieste “Tantalo” e “Tantalo bis” messe a segno nel 2018. Una donna ha dichiarato di essere “Malata e con un figlio piccolo, non avevo i soldi per l’affitto: ho accettato di farmi rompere le ossa”. Sono decine e decine le persone già condannate in via definitiva per una delle truffe più violente (e anche remunerative) escogitate ai danni delle compagnie assicurative, tanto da diventare addirittura il soggetto di un film.