Marsala: Tornano le demolizioni

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MARSALA (TP) – Torna l’incubo delle ruspe per gli abusivi del lungomare. A giorni torneranno in azione i mezzi per abbattere gli ecomostri che sorgono sul litorale marsalese e con essi certamente si prevedono nuovi momenti di altissima tensione in città. Il Comune ha provveduto a formalizzare l’aggiudicazione dell’appalto per l’abbattimento di altri 12 immobili alla ditta CentralTecnica di Rosolini che si è aggiudicata in via definitiva la gara con un ribasso del 27,235 per cento. Si sblocca in questo modo un iter che a dire il vero era notevolmente rallentato negli ultimi tempi. Infatti è trascorso un anno dall’ultima tranche di demolizioni che furono ordinate sotto l’amministrazione del vecchio sindaco Renzo Carini. A succedergli è stata l’attuale primo cittadino Giulia Adamo che per la prima volta in queste vesti si appresta a far partire questa operazioni antiabusivismo. L’attuale giunta ha da poco riattivato l’iter programmando una spesa di 120 mila euro. Adesso si dovrà procedere con lo sgombero di mobili, masserizie e suppellettili. C’è da segnalare che con una recente circolare la Regione ha censurato l’inattivismo dei Comuni nel contrasto al saccheggio urbanistico e al dissesto idrogeologico. Il dirigente generale del dipartimento regionale dell’urbanistica, Sergio Gelardi, è intervenuto in tema di abusivismo edilizio con una nuova circolare, la numero 7, inviata ai sindaci, ai presidenti dei consigli comunali, ai responsabili degli uffici del Genio civile ed ai Soprintendenti ai beni culturali. Il dirigente del dipartimento all’Urbanistica ha evidenziato che l’amministrazione regionale darà“nuovo ed effettivo impulso tanto alla verifica delle inerzie comunali in tema di vigilanza edilizia, quanto all’esercizio dei correlati poteri sostitutivi”.Ora si teme soprattutto che si possano nuovamente verificare quei problemi di ordine pubblico che già si registrarono un anno fa quando partirono i primi abbattimenti. Il momento di maggiore difficoltà si ebbe quando diversi abusivi presidiarono il sito in cui si trovava la prima casa da demolire non permettendo di fatto ai mezzi della ditta appaltatrice di procedere all’abbattimento. All’epoca fu necessario persino l’intervento degli uomini in assetto antisommossa del nucleo di Palermo muniti di manganelli per cercare di stringere un cordone attorno alle persone radunate a protestare.