‘Mafia nel Belice’. Controlli nelle aziende gestite da cosa nostra

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C’è anche il referente di Matteo Messina Denaro nella provincia di Agrigento tra gli arrestati nell’operazione di polizia e guardia di finanza contro la mafia dei pascoli: si tratta di Pietro Campo, boss della famiglia di Santa Margherita di Belice, già in carcere con una condanna definitiva a 14 anni. Intanto proseguono di circa 24 ore dai 5 arresti (4 a Santa Margherita di Belìce e uno notificato direttamente in carcere), le perquisizioni e i controlli di natura veterinaria e igienico-sanitaria nei confronti di aziende agricole e allevamenti di Santa Margherita del Belìce, Montevago e Sambuca di Sicilia. Sul campo oltre ai poliziotti della questura di Agrigento, con il supporto dei reparti Prevenzione crimine, ci sono anche gli specialisti del dipartimento Attività sanitarie e Osservatorio epidemiologico di Palermo, Agrigento e Trapani. I controlli per stabilire la salubrità dei prodotti fati nelle aziende degli arrestati, I controlli sanitari sono stati fatti in 4 stabilimenti di ovini, 2 caseifici e un locale deposito latte di Santa Margherita Belìce.

I medici veterinari, hanno constatato  all’interno di uno degli ovili monitorati – la non corrispondenza tra i capi registrati nella banca dati nazionale delle Anagrafi zootecniche e l’effettivo numero di capi presenti, essendo risultati assenti circa 40 animali adulti e rilevata anche la presenza di circa 100 ovini di età superiore ai sei mesi non identificati e circa 30 con identificazione incompleta. In un altro allevamento di ovini, i veterinari hanno accertato che il sito dove erano presenti gli animali non risulta essere censito con regolare numero di registrazione. E nello stesso ovile è stata rilevata la non corretta identificazione di circa un centinaio di capi e pertanto i veterinari hanno disposto l’immediato blocco dei movimenti da o verso l’attività. All’esito di un controllo a carico di un’azienda di Agrigento, il personale veterinario ha riscontrato la presenza di 53 capi di ovini sprovvisti del cosiddetto «documento di accompagnamento» e pertanto ha disposto il blocco immediato dei loro trasferimenti fino alla risoluzione delle non conformità riscontrate. “La vera identità di Santa Margherita di Belice non è quella per cui ieri siamo balzati agli onori della cronaca regionale». Lo dice il sindaco Gaspare Viola.