Parcheggiati nelle corsie, in attesa di sapere qualcosa sulla propria situazione. Un’informazione che servirebbe a rassicurare tante persone che si trovano loro malgrado in un reparto di ospedale, in attesa di risposte che sembrano non arrivare mai. È questo l’ennesimo esempio dello sfascio della sanità in Sicilia. In uno stato civile il primo traguardo importante per definirsi tale è quello del funzionamento di sanità, scuola e trasporti. Accade anche a Villa Sofia a Palermo, presidio da cui ci giunge questa segnalazione, ospedale in cui convergono diversi ammalati dalla provincia di Trapani. Ebbene, nel reparto di neurologia gli ammalati si sentono completamente abbandonati, perchè vengono regolarmente lasciati in una stanza ad aspettare che qualcuno gli dica qualcosa sul proprio destino. Sanno che dovranno effettuare un esame, ma non sanno quando.
Sembra che tutti siano troppo impegnati e disinteressati per comunicare alcunchè e di conseguenza si perdono giorni e giorni di tempo con la sensazione spiacevole di essere parcheggiati all’interno di una corsia di ospedale. È quanto succede purtroppo anche negli ospedali che dovrebbero essere esempio di buona sanità. Invece i tempi di attesa sono biblici, giornate e settimane di noia e apatia, passate a non fare nulla in attesa che passi qualcuno che raramente arriva, e se arriva si pone in modi sgarbati. Tempi di attesa lunghissimi anche per il ricovero dal pronto soccorso. Si può anche attendere due giorni seduti in attesa che si liberi un letto. È questa la situazione drammatica che si verifica. E i pazienti esasperati, oltre che per le loro sofferenze anche per l’essere considerati inutili fardelli per un sistema già esausto, non sanno a quale santo votarsi per poter avere un’assistenza adeguata e risposte da parte di medici e sanitari. Risposte che dovrebbero essere tempestive perchè più tempo passa più il rischio è che si verifichi ciò che suggerisce il vecchio adagio siciliano, che tradotto suonerebbe ‘più il medico studia, più il malato va via’.






