Crollano le accuse di frode nelle pubbliche forniture, attentato alla sicurezza dei trasporti e truffa aggravata ai danni dello Stato: il Tribunale del Riesame di Palermo ha annullato l’ordinanza cautelare che imponeva il divieto di dimora ad Alessandro Forino, all’epoca presidente del Consiglio di amministrazione di Liberty Lines Spa. Una decisione che segna una svolta nell’inchiesta sui vertici della compagnia e smonta l’impianto accusatorio accolto inizialmente dal gip. Nelle motivazioni, depositate nei giorni scorsi, il collegio giudicante – Di Maida, Gagliano e Trizzino – non condivide le ipotesi di reato contestate dalla Procura. Sul fronte della frode, i giudici chiariscono che l’articolo 356 del codice penale non è applicabile alle concessioni di pubblico servizio, escludendo così la configurabilità del reato. Quanto all’accusa di attentato alla sicurezza dei trasporti, il Tribunale esclude l’esistenza di un pericolo concreto. Viene smentita l’immagine di una flotta “fatiscente”: tra il 2021 e il 2022 Liberty Lines ha effettuato poco meno di 28mila corse, con 55 avarie contestate, pari a poco più dello 0,2 per cento. Tutte le unità risultavano dotate dei certificati di classe del Rina e sottoposte ai controlli previsti. Inoltre, sottolineano i giudici, non sono stati eseguiti accertamenti tecnici capaci di dimostrare che quei guasti, per lo più di lieve entità, abbiano messo a rischio la sicurezza della navigazione. Cade anche l’ipotesi di truffa aggravata per le sovvenzioni pubbliche: il capitolato non imponeva l’obbligo di segnalare ogni singolo problema tecnico e, in ogni caso, il servizio è stato regolarmente svolto, garantendo il trasporto dei passeggeri e la continuità territoriale. Elementi che escludono sia l’ingiusto profitto sia un danno per le casse pubbliche. Nelle conclusioni, il Riesame afferma l’assenza di qualsiasi “malafede contrattuale”, riconoscendo la correttezza della gestione societaria di Liberty Lines e dell’operato di Forino. Un verdetto che ribalta la narrazione iniziale dell’inchiesta e riaccende il dibattito sulla solidità tecnica delle accuse.






