Legge anti-crack, risposta istituzionale più formale che sostanziale

Strutture ad alta soglia, unità mobili e percorsi di reinserimento lavorativo, monitoraggio costante e interventi rapidi in caso di criticità: questo quanto previsto dalla Legge regionale dell’ottobre 2024, che istituisce un sistema integrato di prevenzione, cura, riduzione del danno e inclusione sociale in materia di dipendenze, e viene indicata dalla Regione come pienamente operativa in tutta la Sicilia. Il presidente Renato Schifani ha parlato di una rete completata in ogni provincia. Ma guardando alla provincia di Trapani, il quadro che emerge sul territorio appare più fragile di quanto raccontato nei comunicati ufficiali. Le strutture residenziali ad alta soglia, previste come perno del sistema per i casi più complessi, non sono pubbliche. Sono presenti solo comunità terapeutiche private e convenzionate, come la Erice Anteo e la storica Saman a Valderice. L’assistenza continua h24 e i percorsi strutturati di recupero restano, infatti, affidati quasi esclusivamente ai servizi per le dipendenze dell’Asp, i SerD pubblici, con sedi a Trapani, Alcamo, Marsala, Mazara del Vallo e Castelvetrano che già da anni operano con risorse limitate e carichi crescenti. In parallelo, l’Asp di Trapani ha segnalato un aumento delle richieste di assistenza e un’evoluzione del consumo verso sostanze più aggressive, come crack e fentanyl, che rendono ancora più evidente lo scarto tra i bisogni reali e le risposte disponibili. Anche il capitolo del reinserimento lavorativo, affidato a un bando regionale da 4 milioni di euro, resta per ora sul piano delle intenzioni. Per le famiglie coinvolte, il percorso di uscita dalla dipendenza continua a poggiare in larga parte su risorse personali insufficienti e reti informali. Ancora una volta c’è la sensazione di una risposta istituzionale più formale che sostanziale. La legge anti-crack segna un passaggio importante sul piano degli indirizzi, ma manca ancora la prova di realtà: strutture pubbliche dedicate, personale e presenza stabile nei quartieri. È su questi fatti, non sui comunicati, che i cittadini misureranno la credibilità delle istituzioni.