Un appello congiunto e determinato per fare della sicurezza e della legalità i pilastri inamovibili dello sviluppo economico e sociale di Palermo è stato lanciato questa mattina in Prefettura. I rappresentanti di Federalberghi Palermo, insieme a Confcommercio e Confesercenti, si sono riuniti per un confronto con le istituzioni, focalizzato sulla necessità di trasformare la presenza dello Stato da intervento emergenziale a presidio costante.
“Non abbiamo fatto un semplice incontro istituzionale – ha dichiarato Rosa Di Stefano, presidente di Federalberghi Palermo – abbiamo messo al centro il nervo scoperto di questa città: la legalità. Senza sicurezza non c’è turismo, non c’è commercio, non c’è sviluppo. È la base di tutto”.
L’Esperimento “Zona Rossa” funziona, ma si chiede continuità
Al centro del dibattito, l’analisi dei risultati del primo mese di “zona rossa” nel centro storico. Le associazioni di categoria hanno riconosciuto l’efficacia dell’iniziativa, sottolineando come “un controllo più visibile, costante e coordinato ha restituito serenità ai residenti, percezione di ordine agli imprenditori e maggiore tranquillità ai visitatori.”
La presidente Di Stefano ha espresso gratitudine al prefetto Massimo Mariani, al sindaco Roberto Lagalla, e alle forze dell’ordine per l’impegno: “Quando lo Stato si vede, si sente, e il primo mese di zona rossa lo dimostra, la città cambia respiro. Questa presenza funziona, si vede, si tocca”.
Tuttavia, l’incontro è servito a ribadire una posizione comune: la legalità non può essere gestita “a ondate”. È stata avanzata la richiesta di un impegno permanente e strutturato.
Durante il vertice, Federalberghi Palermo ha presentato richieste chiare al prefetto:
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Canali Rapidi e Protetti: La creazione di strumenti efficaci e sicuri per gli imprenditori che intendono denunciare casi di estorsione e criminalità.
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Attenzione Estesa: Un monitoraggio costante che non si limiti al centro storico, ma che si estenda ai quartieri periferici e ai comuni della provincia, spesso lasciati più esposti e isolati.
“Mentre il centro storico ritrova un po’ di serenità, in altri pezzi del territorio qualcuno è tornato a battere cassa,” ha osservato la presidente di Federalberghi. Di Stefano ha messo in guardia dal sottovalutare questi segnali: “Non possiamo archiviare questi fatti come ‘episodi’. Dietro ogni richiesta estorsiva c’è un messaggio preciso: tu lavori se io te lo permetto. Questo, oggi, a Palermo, non può più passare. Non è fisiologia del territorio, è veleno puro per l’economia sana.”
Con un riferimento diretto all’importanza del settore, la presidente ha concluso: “Il turismo vive di luce, non di paura. Palermo è stanca di chi prova a piegarla. Palermo ha il diritto di stare dalla parte della legalità, ogni giorno. E noi, come rappresentanti delle imprese, saremo sempre in prima linea in questa direzione.”






