Le reliquie di Papa Wojtyla a Salemi

Le reliquie del Beato Giovanni Paolo II arriveranno lunedì a Salemi. L’arrivo è previsto in mattinata in chiesa madre, dove rimarranno esposte per l’intera giornata. Martedì, invece, saranno esposte – sempre per l’intera giornata – presso la chiesa Maria Ss della Confusione (Convento dei Cappuccini). Si tratta di una ciocca dei capelli di Papa Giovanni Paolo II, conservati dopo un taglio, fatto una settimana prima della morte, il 26 marzo del 2005.

Un evento che farà di questi due giorni un appuntamento di preghiera e di meditazione e approfondirà la conoscenza di quel Papa che è rimasto nel cuore di milioni di persone, in particolare dei giovani.

Ad accompagnare le reliquie sarà il direttore del Vatican Service News, monsignor Jarek Cielecki, nato a Niegowic, un paese vicino a Cracovia, la citta di Karol Wojtyla.

Proprio nella parrocchia di questo sacerdote il futuro Pontefice nel 1948 fece le sue prime esperienze pastorali e pregò nella chiesa di questa parrocchia davanti all’immagine della Beata Maria Assunta. E proprio con questo quadro e con le reliquie di papa Wojtyla monsignor Cielecki è in pellegrinaggio per le parrocchie d’Europa e sarà a Salemi come unica tappa della Sicilia occidentale. L’iniziativa a Salemi è dell’associazione culturale “Giovanni Paolo II – Progetti Umanitari”.

«È un privilegio particolare accogliere nella nostra Diocesi una reliquia di Giovanni Paolo II – ha detto il Vescovo della diocesi di Mazara del Vallo monsignor Domenico Mogavero – il Papa che è rimasto nel cuore di tutti. Ciascuno ha una qualche ragione per sentirlo ancora così vicino, soprattutto i giovani ai quali egli ha dimostrato attenzioni e affetto non comuni. I suoi gesti e le sue parole – sottolinea Mogavero – sono stati testimonianza di fede e di coraggio. Ha posto al centro del suo pontificato l’uomo e non ha avuto tentennamenti nel difenderne diritti e dignità tutte le volte che essi venivano violati. Noi siciliani – coclude il vescovo – dobbiamo essergli molto grati per il grido di ribellione pronunciato nella Valle dei templi il 9 maggio 1993 contro i mafiosi e le loro nefandezze. Adesso che è nella gloria dei beati gli chiediamo di prendere a cuore la sorte dei nostri giovani, che stanno portando il peso più grave di una crisi che li penalizza perché nega loro un futuro di speranza”.