La frana di Alcamo Marina, processo salvo: nuova udienza il 12 ottobre

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Salvo il processo civile, in corso da diversi anni Trapani, per ottenere il risarcimento dei danni provocati dalla frana che si verificò nel febbraio 2009 in una collina di Alcamo Marina. I dieci proprietari di case di villeggiatura, costruite con tanto di concessione edilizia, hanno presentato la ricostituzione in giudizio, resasi necessaria dopo la morte di una delle persone che partecipavano alla causa. I dieci proprietari chiedono mediamente risarcimenti che si aggirano sui 50 mila euro. Il processo riprenderà il prossimo 12 ottobre con un nuovo giudice, ma ciò non dovrebbe comportare ritardi che già sono tanti a causa della lentocrazie della giustizia italiana. Da due anni si attende invece la decisione del giudice su chi deve intervenire per consolidare il costone di roccia, parte del quale è scivolato a valle durante le piogge dello scorso gennaio. Per tale motivo cinque proprietari di villini hanno deciso, nei giorni scorsi di rivolgersi alla magistratura penale di Trapani. Per evitare di restare con un pugno di mosche in mano a causa dell’ennesimo smottamento, verificatosi lo scorso mese di gennaio. Hanno dato mandato all’avvocato Maurizio Lo Presti che ha presentato una denuncia alla magistratura per verificare eventuali responsabilità e quindi chiedere il pagamento dei danni. Lo scorso gennaio. a causa della nuova frana, per qualche mese ai proprietari venne proibito di recarsi nei propri villini L’avvocato Lo Presti conosce bene il problema in quanto assistette due parti civili nel processo penale per la frana, che si concluse, anni fa, con due condanne. Lo stesso avvocato ha dato incarico ad un perito di redigere una relazione sullo smottamento del gennaio scorso. Presentata anche al Comune la richiesta di accesso agli atti con le relazioni dei sopralluoghi eseguiti dalla polizia municipale e tecnici comunali, sempre lo scorso mese di gennaio. Già molti proprietari di case di villeggiatura, costruite in regola, e danneggiati dalla frana hanno scucito decine di migliaia di euro per parcelle, perizie, sopralluoghi e così via.  La vicenda è nota. A causa di una grande frana verificatasi sulla collina, che si trova di fronte alla Tonnara, venne giù un costone che danneggiò villini a valle. Una frana provocata dall’abusivismo edilizio di una località balneare stuprata da migliaia di colate di cemento abusivo. Anche Il Comune di Alcamo è stato denunciato dalle parti lese per i mancati controlli sul territorio, che hanno permesso l’abusivismo edilizio. Lo stesso Piano regolatore, quando è stato approvato, prevedeva, il risanamento di Alcamo Marina, mai avviato. Una località priva di qualsiasi opera urbanistica dove rimarrà un sogno eterno quello di costruire le fognature, puntualmente promesse da decenni in ogni campagna elettorale. Promesse destinate a rimanere tali. Intanto resta in piedi il  complesso problema su chi deve mettere in sicurezza il costone di roccia della Collina del disonore dove è visibile una grande ferita che sembra il morso di un animale gigantesco e che ad Alcamo Marina assume il volto dell’illegalità diffusa per gli abusi edilizi iniziati alla fine degli anni cinquanta.