La Dia arresta cognato di Matteo Messina Denaro, sequestrati beni per 200 mila euro

0
501

Un altro colpo assestato, oggi, al clan del superboss Matteo Messina Denaro dalla Sezione Operativa della D.I.A. di Trapani che ha dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari, e contestuale apposizione di dispositivi elettronici, nei confronti di Gaspare Como, cognato del noto latitante, e con precedenti per associazione a delinquere ed estorsione, già sorvegliato speciale. Al contempo sono stati sequestrati un’azienda commerciale di vendita al dettaglio di abbigliamento ed un immobile ad uso abitativo, ubicato in contrada Triscina, nel comune di Castelvetrano. I provvedimenti cautelari sono stati emessi dal G.I.P presso il Tribunale di Marsala Vito Saladino, su richiesta formulata dalla Procura della Repubblica di Marsala, che ha condiviso le risultanze della D.I.A., per l’ipotesi del reato di trasferimento fraudolento di beni. L’accusa contestata a Como, sposato con Bice Maria Messina Denaro, sorella del capomafia castelvetranese, è di aver avviato e gestito occultamente due esercizi commerciali per la vendita al dettaglio di abbigliamento a Castelvetrano e a Marsala, attribuendone fittiziamente la titolarità a prestanomi compiacenti, che risultano indagati a piede libero, nell’ambito del medesimo procedimento penale. Nel corso delle indagini è emerso anche che il commerciante 45enne avrebbe acquistato un immobile ad uso abitativo, di recente costruzione nella nota località balneare di Triscina, facendone risultare proprietari alcuni imprenditori castelvetranesi, anch’essi indagati. Secondo l’ipotesi accusatoria condivisa dal G.I.P Como Gaspare avrebbe fatto ricorso ai prestanome, per eludere la normativa in materia di misure di prevenzione. Infatti, già nel 2012, l’uomo aveva subito il sequestro di altri beni, tra cui immobili ed auto di lusso, per le medesime ipotesi di intestazione fittizia, da parte della Procura di Marsala, sempre sulla base delle indagini effettuate dalla Direzione Investigativa Antimafia. Recentemente, inoltre, il Comune di Castelvetrano gli aveva revocato, su indicazione della D.I.A., una licenza commerciale per vendita al dettaglio di abbigliamento, ottenuta in mancanza dei requisiti previsti dalla Legge. Il valore dei beni sottoposti a sequestro ammonta a circa 200 mila euro.