Ismaele La Vardera rompe gli indugi e si candida alla presidenza

Una candidatura che prova a sparigliare le carte nel campo progressista e che, allo stesso tempo, apre ufficialmente la corsa alle prossime regionali. Ismaele La Vardera ha annunciato la propria discesa in campo per la presidenza della Regione Siciliana durante un’iniziativa a Palermo, nel giorno simbolico del primo anno di vita del movimento Controcorrente. Toni da sfida aperta: «Una battaglia titanica, ma necessaria», ha detto, rivendicando il percorso costruito in dodici mesi e respingendo l’etichetta di movimento di sola protesta. L’annuncio non è soltanto personale, ma politico. Il deputato regionale ha infatti messo la propria candidatura «a disposizione del cosiddetto fronte progressista», lanciando un messaggio chiaro ai partiti dell’area: non c’è più tempo per rinvii o tatticismi. «Non si possono aspettare mesi per scegliere un candidato, bisogna costruire subito un’alternativa», ha sottolineato, tornando a proporre lo strumento delle primarie — più volte evocato in passato ma rimasto, finora, senza risposte concrete. Accanto alla proposta politica, La Vardera ha delineato anche il metodo della campagna elettorale. L’idea è quella di un tour itinerante in tutta la Sicilia con una roulotte e uno slogan evocativo — «Il parlamento che viene da voi» — con l’obiettivo dichiarato di ricucire il rapporto tra cittadini e istituzioni. Una strategia che punta a intercettare la crescente disaffezione verso la politica tradizionale e a costruire consenso dal basso, fuori dai palazzi. A far discutere, però, è soprattutto un’altra affermazione: secondo La Vardera l’attuale legislatura regionale non arriverà alla scadenza naturale. «Ho avuto certezze da Roma sul fatto che si chiuderà entro quest’anno», ha dichiarato, ipotizzando quindi elezioni anticipate. Una previsione che, se dovesse trovare conferma, cambierebbe radicalmente il calendario politico e costringerebbe tutte le forze in campo ad accelerare le scelte su candidati e alleanze. Il messaggio finale è rivolto direttamente ai partiti, anche a quelli più scettici: «Spesso non vengo visto come una risorsa, ma impareranno a capire che o con me si vince o con me si perde». Parole che segnano l’inizio di una fase nuova nel centrosinistra siciliano, già attraversato da tensioni interne e dalla ricerca di una leadership credibile.