Una giornata di fuoco, nel senso più drammatico del termine. Le province di Trapani e Palermo sono state sconvolte da decine di incendi che, in poche ore, hanno divorato ettari di vegetazione, minacciato abitazioni, seminato il panico tra residenti e turisti e messo in ginocchio un intero territorio. Le fiamme, partite dalle curve di Biro, hanno risalito rapidamente le colline verso Purgatorio, Castelluzzo, San Vito Lo Capo, lambendo i centri abitati e costringendo decine di persone alla fuga. A Castelluzzo la situazione è stata particolarmente critica: evacuazioni improvvisate, animali in fuga, famiglie con bambini scappate sotto una pioggia di cenere.
I forestali sono riusciti a mettere in salvo un anziano ultracentenario e un giovane che tentava disperatamente di proteggere il proprio bestiame. Sui luoghi dell’emergenza sono intervenuti Vigili del fuoco e volontari della Protezione civile, con mezzi spesso insufficienti di fronte a un fronte di fuoco inarrestabile. In volo, un elicottero Falco e un canadair che nel pomeriggio è stato dirottato sulla Riserva dello Zingaro, in fiamme insieme a quella di Monte Cofano. Incendi anche su Monte Sparagio, tra Buseto e Castellammare, e su Monte Palatimone. Nel Palermitano, oltre 50 gli interventi dei vigili del fuoco. A Partinico sette roghi hanno causato l’evacuazione di 14 abitazioni tra le contrade Monacelli e Sant’Anna: circa 30 le persone sfollate. Un vigile del fuoco è stato colto da malore ed è finito in ospedale.
Canadair ed elicotteri sono stati impiegati anche a Trappeto e Camporeale, dove le operazioni di spegnimento sono ancora in corso. Nel frattempo, la Prefettura ha attivato il Centro di coordinamento dei soccorsi: sul campo operano congiuntamente Vigili del fuoco, Forze dell’ordine, ASP, Protezione civile e Aeronautica militare. A San Vito Lo Capo, il Comune ha predisposto un centro di raccolta presso il teatro comunale per accogliere chi ha dovuto abbandonare la propria casa. Molti focolai risultano dolosi: in più punti sono stati ritrovati inneschi. Mentre il fuoco divampa e la rabbia cresce, la Sicilia brucia, ancora una volta, nell’incapacità di prevenire con una macchina dei soccorsi logorata da anni di tagli e incuria.






