Incendio ‘Grafiche Campo’, negligenza titolare. VVF e tecnici, pareri diversi e difesa prepara appello

L’incendio era stato davvero notevole e aveva creato non poco apprensione alla cittadinanza alcamese. A due anni esatti di distanza da quel torrido pomeriggio del 13 maggio 2020, è arrivata la sentenza del GUP di Trapani, Samuele Corso, che ha condannato il titolare della ‘Campo Etichette srl’ per incendio colposo. Il giovane imprenditore, Christian Campo, 29 anni, rampollo di una famiglia che da diversi decenni si dedica al lavoro tipografico, secondo il giudice che ha emesso una condanna di due anni, sarebbe responsabile di negligenza per avere stoccato, nei pressi del parcheggio utilizzato dai dipendenti dell’azienda, bidoni e fusti contenenti reflui di lavorazione. Non vernici e solventi, altamente infiammabili, conservati invece in un apposito piano semi-interrato e dotato delle necessarie norme di sicurezza.

Secondo il giudice ad alimentare le fiamme sarebbero stati proprio quegli scarti mentre la difesa, sostenuta dagli avvocati alcamesi Cristina Grillo e Antonino Gucciardi, ha invece affermato che quel materiale non fosse per nulla incendiabile. Per provare questo i due legali e la compagnia di assicurazioni ‘L’Italiana’ hanno prodotto in tribunale una fire-investigation dell’università di Padova dalla quale si presume che il fuoco sarebbe partito da un corto circuito di una delle vetture parcheggiate. Una tesi che contrasta con quanto invece scritto nei verbali del nucleo NIAT dei vigli del fuoco che hanno invece parlato di cause correlate allo sversamento da fusti e bidoni e quindi al contatto con il terreno reso caldissimo dai 38 gradi di quel pomeriggio.

Presentato dalla difesa anche una relazione dello studio ‘Simonetto e Simonetto’ di Marsala che ha sostenuto come quella miscela presente nei contenitori avesse una percentuale d’acqua non inferiore all’86% e quindi impossibile da infiammarsi. Il GUP Samuele Corso ha invece condannato Christian Campo basandosi soprattutto sui rilievi effettuati dai vigili del fuoco. I dui studi, quello dell’università di Padova e l’altro della ‘Simonetto e Simonetto’, costituiranno il perno dell’appello già annunciato dagli avvocati Gucciardo e Grillo. In primo grado il giudice ha anche condannato il titolare della ‘Campo Etichette srl’ a risarcire sei dipendenti dell’azienda, una parte di coloro che avevano subito la distruzione delle autovetture parcheggiate. Disposta una provvisionale di mille euro per ciascuna automobile.