In forte riduzione l’organico degli insegnati in Sicilia

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L’organico degli insegnanti in Sicilia, per l’anno scolastico 2025/2026, è in forte riduzione. Dati alla mano il taglio dei posti è di 637 docenti, di cui 34 unità mantengono ancora la riserva. Meno 75 a Trapani. «Questo dato – spiega il segretario generale della Uil Scuola Sicilia, Claudio Parasporo, – evidenzia un impoverimento del servizio educativo, aggravato dalla scarsità di investimenti per rispondere ai bisogni reali degli studenti, in particolare quelli con disabilità o necessità educative speciali. Inoltre l’organico in deroga per il sostegno in Sicilia comprende oltre tredicimila insegnanti aggiuntivi. Ciò significa che il fabbisogno reale di personale specializzato è enormemente superiore rispetto agli incrementi previsti, che risultano irrilevanti rispetto alle necessità effettive».

E Parasporo conclude: «Il governo nazionale sembra più attento ai tagli del personale piuttosto che al miglioramento del servizio scolastico. Questo approccio penalizza soprattutto le aree già svantaggiate della nostra isola dove sarebbe necessario un maggiore investimento per ridurre il numero di alunni per classe e migliorare le condizioni di apprendimento. Occorre una programmazione più attenta che tenga conto delle esigenze specifiche delle scuole siciliane e delle sfide poste dallo spopolamento e dalla distribuzione degli studenti sul territorio». Le conseguenze del taglio saranno molteplici. I docenti fuori regione che speravano di rientrare in Sicilia rischiano di trovare meno posti liberi a seguito dei pensionamenti, perché parte di essi verrà assorbita dal taglio. Anche i precari che attendono una stabilizzazione tramite le Graduatorie Provinciali per le Supplenze vedranno ridursi le possibilità di assunzione. Inoltre, i concorsi legati al PNRR – che avrebbero dovuto offrire nuove opportunità di ingresso nel mondo della scuola – rischiano di essere in parte “sterilizzati”, con un numero di cattedre disponibili inferiore rispetto alle aspettative.