Il Sale marino di Trapani acquisirà l’Igp

    Il Sale marino di Trapani Igp è realtà. Il Ministero delle Politiche agricole ha dato l’ “ok” al Piano di controllo per il riconoscimento della Indicazione Geografica Protetta del Sale Marino di Trapani, a suo tempo presentato alla Camera di Commercio di Trapani dalle associazioni di categoria e dal “Consorzio per la valorizzazione del sale marino di Trapani”, che riunisce tutte le saline trapanesi.

    Con il parere positivo reso dal Gruppo tecnico di valutazione del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, il “Sale Marino di Trapani-Igp” diventa una realtà già operativamente efficace. A partire dalla campagna produttiva 2012 la Camera di Commercio di Trapani potrà, come ente valutatore, verificare, garantire, certificare e pertanto proteggere l’origine geografica del Sale Marino prodotto nella fascia costiera che unisce Trapani a Marsala attraverso il territorio di Paceco, quel litorale che è stato individuato, fino dall’epoca dell’espansione fenicia nel Mediterraneo, come area vocata per la produzione del sale marino, fino a cento anni fa l’unico conservante alimentare, indispensabile per chi volesse far provviste per le lunghe navigazioni.

    Il “Sale Marino di Trapani-Igp” entra così nel gotha dei prodotti agroalimentari italiani. Ed è il primo sale in Europa a ricevere il suggello della protezione della propria origine. Anche se la cosiddetta “protezione provvisoria” consente l’uso del marchio Igp solo sul territorio nazionale. Il prossimo passaggio sarà infatti la trasmissione della documentazione del sale marino alla Comunità Europea, per il definitivo via libera e la successiva pubblicazione sulla Gazzetta Europea. L’estensione del marchio del Sale Marino di Trapani-Igp al mercato comunitario è insomma è una questione non più di merito, ma solo di rispetto della tempistica richiesta dall’Ue.

     

    “È un riconoscimento importante – ha dichiarato il presidente della Camera di Commercio di Trapani Giuseppe Pace – che permetterà di sancire la qualità e l’integrità del nostro sale. L’Igp rappresenta il sigillo di garanzia e genuinità ambientale dell’area in cui si produce il sale. Il sale marino si va ad aggiungere ai capperi di Pantelleria Igp e all’olio extravergine di oliva Valli Trapani dop, già certificati come prodotti di origine controllata, rispetti “.  Questo ulteriore risultato si inserisce nell’ambito dell’attività di tutela della qualità dei prodotti tipici della provincia di Trapani”.

     

    “È il compimento di una lunga marcia che il Consorzio per la Valorizzazione del Sale Marino di Trapani (SMART) ha intrapreso con decisione e percorso con tenacia, certo della bontà del prodotto – ha dichiarato Antonio D’Alì Staiti, presidente del Consorzio per la Valorizzazione del Sale Marino di Trapani (SMART) – che esce dalle saline della provincia di Trapani, quelle saline di Trapani, Paceco e Marsala che rappresentano uno dei simboli della Sicilia e che da oggi vengono consacrate anche come custodi di una delle eccellenze agroalimentari del territorio”.

     

    “Sosalt spa, nella qualità di maggiore produttore di Sale Marino nell’area trapanese, – ha dichiarato il presidente della Sosalt Giacomo D’Alì Staiti – accoglie con grande soddisfazione l’ottenimento del riconoscimento della Indicazione Geografica Protetta per il “Sale Marino di Trapani-Igp” prodotto nelle saline trapanesi. Sosalt ha da sempre sposato e sostenuto il progetto del Consorzio, ne ha costituito la spina dorsale, nella convinzione che la verticalizzazione produttiva con il riconoscimento dell’eccellenza qualitativa è l’unica via percorribile per far uscire il sale dal ruolo di “commodity” per eccellenza in cui il mercato l’ha relegato. La possibilità di fregiarsi del marchio Igp potrà avere, se correttamente utilizzato, risvolti estremamente positivi sia sul mercato “retail” dove la garanzia fornito al consumatore potrà essere meglio certificata da oggi in poi, ma anche sui grandi mercati del sale visto come ingrediente dell’industria agroalimentare nazionale e comunitaria, nei quali la tracciabilità degli ingredienti è un “vantaggio competitivo” che viene sempre più richiesto e che sarà progressivamente più apprezzato. I produttori del Sale Marino di Trapani, primo in Europa a potersi fregiare del marchio Igp, seppure, ancora per qualche mese limitatamente al territorio nazionale, potranno giocare di anticipo utilizzando al meglio, se lo vorranno e se ne avranno la capacità e la sagacia commerciale, l’opportunità che tale risultato fornisce”.

     

    Tutti i produttori trapanesi, entro il prossimo mese di aprile, potranno chiedere che la loro produzione del 2012 rientri sotto l’egida della protezione geografica, sotto il controllo della Camera di Commercio di Trapani. Si tratta di un bacino potenziale di quasi 100 mila tonnellate di sale, che andrà a facilitare il processo di “tracciabilità” anche laddove il sale entra solo come ingrediente, un dovere sempre più sentito nel processo produttivo delle eccellenze agroalimentari. Il comparto, che oggi occupa direttamente circa 150 addetti e indirettamente oltre il doppio, produce un fatturato di circa 13 milioni di euro l’anno.

     

    “Il Consorzio SMART – ha ribadito Antonio D’Alì Staiti, del Consorzio per la valorizzazione del Sale Marino di Trapani –  ha perseguito il risultato odierno e lo consegna ai propri consorziati nella convinzione che il futuro e forse la sopravvivenza di questo comparto, piccolo nelle dimensioni rispetto ai colossi, nazionali ed europei, ma grande in termini di rilevanza qualitativa, di importanza sociale e di caratterizzazione ambientale debba passare attraverso la qualificazione e la valorizzazione delle specificità, ambientali e produttive dell’area delle saline trapanesi, e che questo ottenuto oggi sia uno dei tasselli necessari perché ciò possa avvenire”.