Il rogo di Alcamo, “Stiamo tutti bene”

Nel mare magum delle informazioni col contagocce sul rogo e relativa nube nera sprigionata per oltre 24 ore dall’azienda D’Angelo Vincenzo srl di Alcamo una proposta appello viene da Vincenzo Raspanti, da sempre in primissima fila nelle battaglie per la tutela ambientale e salvaguardia della Natura. Vincenzo Raspanti l’appello-proposta lo lancia attraverso la pagina facebook del Bar Nannini, che si trova, in piazza Bagolino, in uno dei più bei posti di Alcamo. “Oggi mi va di fare il Bruno Vespa della situazione inquinamento – scrive Raspanti – dopo l’incendio. Invece di causare spiacevoli incomprensioni fra i cittadini e le istituzioni, dopo i rilievi da parte degli organi competenti, non sarebbe meglio delineare un raggio di delimitazione reale, sulla direzione che ha preso la nube tossica, trasportata dal vento magari a km e km di distanza dal nostro territorio! Da ignorante credo che se il vento proveniva da Nord- Est, a circa 5 km orari, quante particelle trasportate dal vento di questo schifo di inquinamento si saranno depositate in luoghi dove la nube tossica non è passata. Non vorrei che tantissimi prodotti alimentari buoni dovrebbero essere portati al macero senza una ragione valida”. Una saggia riflessione che interpreta il punto di vista di tantissimi alcamesi che hanno fame di informazioni, sciroppate invece dalle Istituzioni col contagocce. Stando ai due comunicati ufficiali il primo del Comune dove veniva scritto “che il prelievo in alcuni punti (ma in quali non è stato specificato) era confortante”. (Confortare in italiano significa alleviare la sofferenza di qualcuno con atti e parole affettuose, infondere coraggio o speranza). Ora attenzione non si vuole assolutamente essere fraintesi perché non si vuole assolutamente creare allarmismo. Anche perché il comunicato dell’Unità di crisi dell’Asp ha dato rassicurazioni sulla qualità dell’aria. Ma è in tutte le parti del territorio per esempio da Tre Noci a Scampati è uguale? Il Comunicato dell’Asp questo non lo specifica mentre fa divieto di mangiare “babbaluci”, zucchine, meloni e angurie. Per il resto basta una bella lavata degli ortaggi. E qui ancora difficoltà considerata la poca acqua che arriva una tantum nelle abitazioni. Entro lunedì si conosceranno, come dice l’Asp, i dati sulla eventuale presenza di diossina. Speriamo bene, Ma questa gravissima vicenda che fa preoccupare e anche piangere perché vedere e per prudenza lasciare sul terreno tanti ortaggi di privati che fanno fiorire piccoli appezzamenti di terreno per uso personale, è una tragedia nella tragedia. La vicenda di Alcamo richiama per certi versi il bellissimo film di Giuseppe Tornatore “Stiamo tutti bene”. La trama. Un genitore (Marcello Mastroianni) che vive in Sicilia rimasto vedovo decide di andare a trovare i cinque figli che vivono in diverse regioni italiane. I figli hanno scritto sempre al genitore di vivere bene e in modo agiato. Ma la realtà è diversa. Sono dei falliti. Così Matroianni tornato a casa davanti alla tomba dice alla moglie amaramente dice: “Stiamo tutti bene”. Del film si conosce tutta la trama. Il finale della storia del rogo e nube nera di Alcamo si deve ancora scrivere. In altri tempi a quest’ora ad Alcamo sarebbero piovute sul tavolo del sindaco decine di interrogazioni non per polemica ma per la necessità di conoscere tutti i passi della triste vicenda alcamese poiché sembra che il rischio sia quello di dover pagare l’apocalisse di contrada Citrolo per tantissimi anni. Di conoscere con la risposta alle interrogazioni, (con risposta scritta e urgente) i dati rilevati. Invece silenzio. Intanto si vanno organizzando varie class action per il risarcimento dei danni eventualmente causati da una nube che si è sparsa anche su buona parte della Valle del Belice. Intanto qualche alcamese ha deciso di affidarsi a imprese private specializzate, e quindi a pagamento, per valutare con le analisi la qualità dell’aria e dei terreni. “Siamo nello sconforto più totale e con scarsissime informazioni “ dice Enzo Raspanti coordinatore del movimento Salviamo il Bonifato.