Rubinetti asciutti per mesi, rabbia crescente nelle chat dei residenti, turnazioni notturne e taniche d’acqua ovunque: così Trapani ha vissuto l’estate più difficile degli ultimi anni sul fronte idrico. Adesso però si annunciano interventi concreti, che potrebbero segnare una prima inversione di rotta. Tre le mosse sul tavolo: l’attivazione del nuovo pozzo TR12 bis nell’area di Bresciana, la rimessa in funzione dei pozzi di Inici dopo i lavori di manutenzione straordinaria e la partecipazione a un bando regionale per iniziare a sostituire le condotte più danneggiate, installando anche sistemi di misurazione intelligenti. Il nodo resta Bresciana, da sempre il polmone idrico della città e insieme la sua fragilità più evidente. Qui i guasti estivi hanno scatenato esposti in Procura per interruzione di pubblico servizio.
Ora l’amministrazione prova a rispondere con l’attivazione del pozzo gemello: “Lo stiamo mettendo in esercizio – spiegano dai Lavori pubblici – e nei prossimi giorni sarà collegato alla rete”. A Inici, invece, i lavori di ammodernamento si sono conclusi. Perché l’acqua arrivi davvero nelle case, però, serve sostituire circa 600 metri di tubature ormai logore. L’obiettivo è coprire i costi attingendo ai fondi residui di Bresciana: tempi stimati, un mese e mezzo. A regime, l’apporto sarà di 40 litri al secondo. Il Comune vuole agganciare la programmazione regionale, candidando un progetto che prevede la sostituzione dei contatori e il loro telecontrollo, strumento ritenuto indispensabile per una gestione più trasparente e puntuale delle bollette. Intanto sono stati stanziati 200 mila euro per riparazioni mirate e sistemi di monitoraggio in tempo reale a Bresciana. Le proteste del comitato “L’acqua è un diritto di tutti” e le denunce dei cittadini hanno costretto la politica a correre ai ripari.
E proprio la politica finisce ancora nel mirino: la commissione consiliare d’indagine è contestata per la presenza di un ex assessore con delega ai servizi idrici, Vincenzo Guaiana, accusato di conflitto di interessi. Trapani, insomma, resta sospesa: emergenza e diffidenza da un lato, i primi segnali di svolta dall’altro. Ma solo i prossimi mesi diranno se questa volta le promesse si trasformeranno davvero in acqua che scorre dai rubinetti.






