Il M5S denuncia oltre 145 mila euro per le missioni dei deputati regionali

“E io pago!” diceva Totò nel film “47 morto che parla” del 1950, diretto da Carlo Ludovico Bragaglia. E questa battuta resta tristemente sempre attuale. New York, Chicago, Dubai. Queste alcune delle destinazioni verso cui i deputati di maggioranza del parlamento siciliano si sono recati con rimborsi da capogiro. Le motivazioni ufficiali parlano di incontri istituzionali, partecipazioni a fiere e convegni, di missioni per promuovere l’immagine dell’isola o rappresentarla in contesti internazionali. Ma dal Movimento 5 stelle arriva una ferma denuncia.

La deputata regionale Stefania Campo solleva il tema degli sprechi nella politica siciliana, evidenziando come le trasferte dei parlamentari di maggioranza siano costate finora oltre 145mila euro. Le missioni più onerose quelle internazionali. Per i viaggi a New York dove sono stati spesi oltre 23mila e 500euro, a Bruxelles quasi 20mila euro di spese. Ma ‘missioni’ parecchio costose per i siciliani sono state anche svolte a Chicago, Los Angeles, Dubai,  Berlino e Cannes. “I conti possono anche ‘tornare’ – ha dichiarato la deputata pentastellata – “ma intanto a non tornare mai sono il buonsenso, la sobrietà e l’uso serio delle risorse pubbliche, che continuano a volare via tra viaggi, poltrone e privilegi”.

Ma non si tratta solo di viaggi milionari. Campo denuncia anche l’istituzione dei deputati supplenti, dodici nuovi parlamentari che facciano le veci degli assessori eletti, con costi stimati di oltre 12.500 euro al mese a persona, più circa 5.000 euro per staff e collaboratori, per un totale potenziale di 17 milioni spesi in cinque anni. «Mentre la maggioranza discute riforme elettorali e salva-ineleggibili, nulla si muove su questioni cruciali come le quote di genere o la formazione professionale», afferma Campo. Secondo la deputata, i rimborsi per missioni e poltrone evidenziano gravi carenze di trasparenza e sollevano interrogativi sul reale ritorno per la Sicilia, puntando i riflettori sull’uso poco sobrio delle risorse pubbliche tra viaggi, privilegi e provvedimenti di dubbia utilità.