Il Cardinale Romeo: “Non votate i corrotti”

    di Antonio Pignatiello

     

     

    L’Arcivescovo di Palermo, il cardinale romeo, continua a sferzare cittadini siciliani e politici. Continua sopratutto a non avere peli sulla lingua sulle inefficienze della politica e l’indifferenza degli stessi siciliani.

    “Andate a votare perché altrimenti sarebbe come deresponsabilizzarsi. Tu cittadino se non vai a votare poi non piangerti addosso”.- è questo quello che dice ora il Cardinale Paolo Romeo e fa un appello ai cittadini “affinché non si facciano vincere dallo sconforto e dalla rassegnazione ma decisi vadano ad esprimere il proprio voto a fine mese”.

     

    Per Romeo “se io non voto faccio in modo che restino in atto i meccanismi per cui i più corrotti vengono eletti. Se, invece, voglio modificare lo status quo, devo andare a votare. Altrimenti significa deresponsabilizzarsi”.

     

    Romeo ha messo il dito sulla piaga anche sul comportamento iniquo della politica regionale siciliana : “C’é uno spreco enorme di risorse pubbliche. Le prossime elezioni si svolgeranno con una tempistica calcolata per evitare la riduzione del numero dei parlamentari regionali”, ha aggiunto. “Un sotterfugio che pesa moltissimo in questi momenti in cui la gente soffre – ha aggiunto Romeo – e non ha da mangiare oltre a non intravedere un avvenire. C’é uno spreco enorme di risorse pubbliche”.

     

    Puntualizzate anche le vicende giudiziarie dei parlamentari siciliani dell’Ars con gli arresti che ci sono stati, le indagini della Guardia di Finanza sulla rendicondazione dei gruppi politici, gli avvisi di garanzia, le chiacchiere, il malcostume e sopratutto la mancanza di morale mostrata verso una società con un alto tasso di disoccupazione e precariato.

     

    “La campagna elettorale, che prepara nuovi assetti istituzionali al governo della Regione, sta rivelando che il bene comune, lo spirito di servizio e le istanze etico-sociali” sono priorità per i politici. Lo dicono i vescovi siciliani che oggi hanno presentato il documento “Amate la giustizia, voi che governate sulla terra”. “In quanto uomini di speranza non ci chiudiamo affatto a prospettive e scenari altri – continuano i vescovi nel documento – illuminati da idealità alte e impegno forte per un bene comune, amato e disinteressatamente cercato”. “Questa speranza, non uno sterile bisogno di denuncia – concludono – ci muove a parlare in nome della nostra fede in Dio e della fiducia incrollabile negli uomini”.