I beni del Comune di Alcamo in vendita

    Ora il Comune di Alcamo vorrebbe vendere i beni di proprietà, sarebbero ben otto, e risanare così in parte il bilancio o comunque fare cassa. La notizia rimbalzata qualche settimana fa ale cronache ha messo in subbuglio non pochi cittadini e anche il mondo politico.

    Se ne discuterà in Consiglio Comunale il prossimo 30 ottobre con all’ordine del giorno proprio : “L’approvazione del piano delle alienazionei e valorizzazioni degli immobili di proprietà comunale redatto ai sensi dell’art. 58 del D.L. 112/2008 convertito con modifacione dalla legge n. 133/208 triennio 21012/2014”

     

    Al di là delle dicitura trasmessa alla stampa e ai cittadini che in base alla legge sulla trasparenza possono andare a leggere le convocazioni delle sedute consiliari e gli atti ma fatta tutta con riferimenti legislativi numerici a cui attingere con ulteriori richieste senza specificare cosa dice il Decreto Legge 112 del 2008 e la modifica successiva numero 133 dello stesso anno, resta davvero il dubbio, grande, di come sia possibile prendere una decisione simile al di là dela crisi economica, peraltro si parla del 2008 come Decreto Legge quindi con crisi economica ancora non conclamata come in questi mesi.

     

    Sull’argomento è intervenuto il consigliere comunale Vito D’Angelo, Vice Presidente del Consiglio Comunale che a fronte della richiesta di chiarimenti sulle motivazioni che stanno alla base della vendita di alcuni beni immobili o valorizzazioni della città l’amministrazione anzicchè rispondere ha suggerito, scrive D’Angelo, il rinvio al 30 ottobre. Dopo le elezioni per dirla tutta.

     

    D’Angelo suggerisce intanto di non svendere e forse nemeno disfarsi del patrimonio immobiliare del Comune. Tra i beni in questione per esempio dovrebbe esserci anche la Ex Chiesa  De Spada dove si trova l’attuale Biblioteca Multimediale, ristrutturata ventanni fa circa e fiore allìocchiello del Comune. E che il Comune metterebbe così in vendita. Ha chiesot inoltre che l’intero consiglio comunale abbia a disposizione l’intera doccumentazione necessaria per una responsabile valutazione e successiva eventuale decisione della questione. Parla anche di decisioni che dovrebbero essere prese nell’interesse generale pubblico e dei cittadini. Ora al di là della crisi economica si dovrebbe anche cercare di capire cosa resterebbe al Comune quando poi magari per effettuare ed assicurare servizi pubblici ai cittadini ci si rivolgerebbe come in passato ad affittare locali con costi per la collettività di non poco conto.