Gibellina, “Cretto Earth Fest” per celebrare Alberto Burri

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Nel corso del 2015 si celebrerà il centenario della nascita di Burri, uno degli artisti italiani più accreditati a livello internazionale. In occasione dell’anniversario, il Parlamento ha votato una legge per la tutela e la conoscenza delle opere del Maestro. Mentre la Regione Siciliana e il Comune di Gibellina, in collaborazione con la Fondazione “Palazzo Albizzini Collezione Burri” hanno deciso di completare il Grande Cretto, grandiosa opera di land art ancora oggi ineguagliata. Nel gennaio del 1968, com’è noto, un violento terremoto colpì una vasta area della Sicilia occidentale tra le provincie di Agrigento, Trapani e Palermo. Gibellina fu tra i paesi più colpiti dal sisma, che la ridusse quasi totalmente in un cumulo di macerie. Alcuni anni dopo, la cittadina fu ricostruita a pochi chilometri di distanza dal sito originario e il sindaco di allora Ludovico Corrao volle coinvolgere nella ricostruzione architetti, urbanisti e artisti di fama internazionale. Alberto Burri, invitato da Corrao, non volle intervenire nella “nuova” Gibellina, ma propose quell’opera che avrebbe completamente coperto le rovine del paese distrutto: il Grande Cretto.

Nell’anno del centenario della nascita di Alberto Burri, si vuole esaltare e celebrare l’opera più grande del Maestro, che come un grande sudario steso sulle rovine, ricorda la tragedia del sisma del 1968, ne custodisce e ne protegge la memoria. E da qui nasce la prima edizione del “Cretto Earth Fest”, che si terrà sabato 17 ottobre 2015 a partire dalle ore 17. La kermesse racchiuderà al suo interno la performance artistica “Audioghost 68” del musicista anglo-italiano Robert Del Naja e dell’artista Giancarlo Neri, la quale vuole essere il contributo offerto dalla multinazionale energetica E.ON e dall’Amministrazione comunale di Gibellina. In “Audioghost 68” l’opera, gli attori e il pubblico saranno un’unica cosa, con mille lucciole bianche che si muoveranno nella notte tra le “vene” del Cretto in tutte le direzioni, formando un grande mosaico luminoso in continua evoluzione.

Nell’aria i suoni e le voci di un’epoca ormai lontana, il 1968 che inaugurò una nuova epoca per il mondo, ma che segnò la fine della vecchia Gibellina. Poi un momento di silenzio assoluto e subito dopo seguirà un’esplosione di percussioni, musica e danze sotto la regia di Percussion Voyager e Max Passante.

Questa iniziativa si aggiunge alla mostra monografica sul tema “Burri e i Cretti”, allestita dal Museo Riso di Palermo e dalla Fondazione “Palazzo Albizzini” e curata dal suo presidente professor Bruno Corà. La stessa mostra verrà poi ospitata al Guggenheim Museum di New York. Il Comune di Gibellina, pertanto, si pone come ponte tra l’Italia e gli Stati Uniti, aprendo un portale comunicativo che permetta di veicolare la conoscenza, lo studio e l’apprezzamento del patrimonio creativo ed artistico presente nel territorio gibellinese.

Il sindaco, Salvatore Sutera, nel ringraziare la propria giunta per l’impegno profuso nell’organizzazione dell’iniziativa, ne auspica il successo per il richiamo internazionale che ne potrebbe derivare, in considerazione dell’alto livello degli artisti coinvolti.

L’assessore alla Cultura, Peppe Zummo, descrive l’evento come: “Un progetto culturale basato sul rispetto del territorio in cui nasce, una rivalutazione artistica consapevole delle relazioni fra l’uomo, la terra e la storia. Elementi questi talora quando coniugati in maniera confliggente, ma di grande valore e ricchezza se agiti nel rispetto della vita.

Questa celebrazione del maestro Burri al Grande Cretto di Gibellina vuole essere un vero e proprio omaggio alla convivenza tra l’uomo e la natura”.