“Francesco Messina Denaro ce l’aveva con Mauro Rostagno”

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    Secondo Angelo Siino, a suo tempo considerato il Ministro dei Lavori Pubblici dei Corleonesi e oggi collaboratore di giustizia, che ha deposto al processo che si svolge a Trapani per l’omicidio Rostagno, Francesco Messina Denaro  “ce l’aveva con Rostagno, diceva: se lo senti parlare ti arrizzanu i carni, è un cornuto, dice che gli appalti in provincia sono truccati”.

    Lo ha raccontato nella ripresa del processo per l’omicidio di Mauro Rostagno, avvenuto in contrada Lenzi, nel territorio di Valderice, il 26 settembre 1988.

    Ascoltato dalla Corte di Assise di Trapani, ha anche commentato quell’ultima affermazione del boss di Castelvetrano, precisando: “Era vero, non potevo dargli torto, perché gli appalti erano effettivamente truccati”. Siino ha ricordato una circostanza in particolare in cui Francesco Messina Denaro, alla presenza di alcuni capi famiglia del Palermitano, avrebbe espresso precise minacce nei confronti di Mauro Rostagno e ne ha riferito le parole in aula: “Gli romperemo le corna – sarebbe stato detto dal boss – perché é un disonesto e un disonorato”. “Dissi allora a Puccio Bulgarella che era l’editore dell’emittente televisiva Rtc dove Rostagno lavorava come giornalista di dire a Mauro Rostagno di darsi una calmata” ha proseguito il collaboratore di giustizia.

    Durante l’udienza ha parlato anche delle occasioni, “nella seconda metà degli anni Ottanta”, in cui conobbe gli imputati tra cui il presunto esecutore materiale dell’omicidio, Vito Mazzara, e il boss trapanese Vincenzo Virga accusato di esserne il mandante.

    Riguardo a Vito Mazzara, invece, Angelo Siino ha affermato di averlo incontrato “al campo di tiro al piattello dell’Addaura, a Palermo, dove mi fu presentato”.

    Successivamente, il collaboratore di giustizia ha anche ricordato di come Puccio Bulgarella non fosse ben visto da Francesco Messina Denaro, “perchè lo considerava un pezzo di sbirro – ha detto – in relazione a quel giornalista che aveva a Rtc”.

    L’udienza di ieri è stata aperta con l’audizione di di Caterina Ingrasciotta, ex supervisore a Rtc e vedova di Puccio Bulgarella. “Siino sollecitò mio marito a fare abbassare i toni e a limitare la presenza di Rostagno” ha detto la teste, aggiungendo: “Se avessimo dato ascolto alle voci, al sentire comune, sull’opportunità di limitare o interrompere la collaborazione, probabilmente lui non sarebbe stato ucciso”.