Fondi agricoli PSR, Truffa. Arrestati in 24, tra cui ex-sindaco San Cipirrello.

 

Corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio, rivelazione di segreto d’ufficio, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche del PSR Piano di Sviluppo Rurale Sicilia 2007/2013 e 2014/2020. Con questi ed altri capi d’accusa sono state 24 le misure cautelari emesse nei confronti di dirigenti e funzionari pubblici presso l’Ipa, Ispettorato provinciale dell’agricoltura della regione. Ai domiciliari anche l’ex sindaco di San Cipirello, Vincenzo Geluso (49 anni), ora componente dell’Ufficio di gabinetto dell’assessore regionale all’Agricoltura Edy Bandiera, nonché vari imprenditori e prestanome. Tra gli imputati anche il 49 enne Marco Iuculano, rappresentante legale della Lpb soc. coop, con sede a Marsala.

Tutti gli indagati, secondo la guardia di finanza, avrebbero fatto carte false per mettere le mani su milioni di euro di fondi europei, con la complicità dei funzionari pubblici deputati alla valutazione delle domande di finanziamento. Sotto sequestro disponibilità finanziarie, beni mobili e immobili per un valore complessivo di 12 milioni e mezzo di euro, ovvero pari all’ammontare dei contributi pubblici che sarebbero stati percepiti indebitamente. Bloccata per tempo l’erogazione di 3 milioni e mezzo di euro, sotto forma di contributi indebiti.

L’operazione “Gulasch-Amici” ha accertato in particolare che, su una domanda di finanziamento da 159 mila euro — presentata dal comune di San Cipirello per il progetto di riqualificazione dell’area a parcheggio su corso Trento e la realizzazione di un centro di informazione turistica — l’ex sindaco Geluso, assieme ad altri co-imputati, avrebbe aggiunto documenti alla pratica già depositata apponendovi però una data antecedente al deposito stesso. In un altro caso appurato dai finanzieri, un’azienda del palermitano, la Di Liberto SRL, che nel dicembre 2019 aveva incassato 2,5 milioni di euro relativi a tre diverse domande di finanziamento, aveva gonfiato costi e fatture da parte di società italiane ed estere, utilizzato documentazione falsa di natura bancaria amministrativo-contabile e falsificato certificati dell’Asp di Palermo.

Al momento in via preventiva sono 14 le imprese sequestrate, 3 delle quali con sede in Ungheria, Austria e Romania, per un valore di circa 24 milioni di euro.