Finanziaria Ter, l’Ars approva la manovra tra polemiche e conferme

L’Assemblea Regionale Siciliana ha approvato la Finanziaria Ter, con spese previste per 339 milioni di euro nel 2025 e impegni ulteriori per 64 milioni nel 2026 e 68 milioni nel 2027. Un provvedimento che mira a incidere su settori strategici per l’Isola: sanità, gestione dei rifiuti, sicurezza e welfare sociale.

L’assessore all’Economia Alessandro Dagnino ne ha sottolineato la portata, parlando di «risposte concrete in ambiti fondamentali» come l’abbattimento delle liste d’attesa, la manutenzione delle strade provinciali, la videosorveglianza urbana, il trasporto scolastico e il sostegno alle fasce più fragili. Dagnino ha anche difeso la gestione parlamentare, finita al centro delle polemiche per l’applicazione – per la prima volta in aula – della cosiddetta “tagliola”, ovvero il passaggio diretto al voto senza discussione degli emendamenti.

Una procedura legittima, approvata con i due terzi dei voti (contrari Pd, Movimento 5 Stelle e l’onorevole La Vardera), ma che ha scatenato proteste, come quella simbolica di La Vardera che si è imbavagliato con la cravatta. Durissimo il giudizio del capogruppo M5S Antonino De Luca, che ha definito la misura «fascista». Di segno opposto l’intervento del presidente della Regione Renato Schifani, che ha difeso il metodo usato per garantire l’operatività del Parlamento: «Non si può usare l’ostruzionismo come strumento per bloccare l’Assemblea».

Sul fronte politico, il capogruppo di Forza Italia Stefano Pellegrino ha definito la manovra «un segnale di serietà e determinazione», mentre Giorgio Assenza, di Fratelli d’Italia, ha espresso soddisfazione per il testo approvato, pur lamentando la bocciatura di tre articoli attribuita a «voto segreto delle opposizioni e atteggiamenti tirannici nella maggioranza». Positivo anche il commento del capogruppo della Lega Salvo Geraci e dell’azzurro Riccardo Gennuso, che ha lodato una manovra capace di «trasformare bisogni concreti in risposte operative». Di tutt’altro tenore il giudizio del Partito Democratico: per il capogruppo Michele Catanzaro si tratta di «un’occasione persa», un provvedimento «vuoto, senza visione, privo di misure strutturali realmente utili alla Sicilia». La Finanziaria Ter si chiude così, tra soddisfazioni e critiche, e rimanda a settembre decisioni di peso, a partire da quella sul Fondo Editoria.