Fiamma Olimpica, il 15 dicembre tappa storica tra Marsala, Mazara, Trapani e Selinunte

La Fiamma Olimpica dei Giochi Invernali Milano-Cortina 2026 farà il suo ingresso nel Trapanese il 15 dicembre, toccando Castelvetrano, Selinunte, Mazara del Vallo, Marsala e Trapani in una giornata che si preannuncia storica per la Sicilia occidentale. Non una semplice passerella, ma un’occasione identitaria per un territorio che si racconta attraverso uno dei simboli più riconosciuti al mondo. La conferma del passaggio è arrivata con la firma della convenzione tra i Comuni coinvolti e la Fondazione Milano Cortina, avviando l’imponente macchina organizzativa di un evento destinato ad attirare l’attenzione nazionale e internazionale. A sottolineare il valore della tappa è il Presidente del Libero Consorzio Comunale di Trapani e Sindaco di Mazara del Vallo, Salvatore Quinci, che definisce l’arrivo della torcia “un passaggio significativo per le nostre comunità”, capace di portare con sé valori universali come pace, amicizia, inclusione e spirito di squadra, principi che – dice – “devono trovare terreno sempre più fertile nella nostra realtà quotidiana”. Quinci esprime soddisfazione per un percorso che abbraccia l’intera provincia, “una realtà con una storia profonda e un’identità che non hanno bisogno di artifici per raccontarsi”, e ribadisce che la staffetta non è solo un rito sportivo: “Il passaggio della Fiamma Olimpica crea una concreta condivisione, mette insieme persone e luoghi e offre visibilità a chi vive questi territori ogni giorno, collocandoci dentro un racconto nazionale e internazionale di grande livello”. La forza dell’evento sta nella dimensione unitaria del percorso: “Ritengo importante valorizzare la dimensione provinciale che dà forza al passaggio, unendo le diverse realtà della comunità trapanese e garantendo un’organizzazione ordinata, accogliente e all’altezza dell’evento”. Una sfida non semplice, considerando sicurezza, viabilità e accoglienza: la macchina organizzativa dovrà essere impeccabile. E se da più parti emerge il dubbio che la Sicilia possa essere trattata come una semplice “cartolina” folkloristica, la speranza è che questa luce olimpica non resti un lampo di passaggio, ma un invito a guardare al Trapanese per ciò che realmente è: un patrimonio che merita spazio, voce e continuità.