Falsi messaggi dell’Asp di Trapani per spillare soldi, è allarme truffe online

“Si prega di contattare con urgenza i nostri Uffici CUUP -con due U- al numero con prefisso 899 per comunicazioni che la riguardano”. È bastato questo messaggio, arrivato sui cellulari di diversi cittadini del Trapanese, per far scattare l’allarme. Un finto avviso dell’Azienda sanitaria provinciale, confezionato con linguaggio che potrebbe risultare difficile da distinguere da quello ufficiale, ma in realtà parte di una truffa ben orchestrata presumibilmente per sottrarre denaro alle vittime o rubare informazioni personali, come credenziali bancarie, numeri di carta di credito o dati di accesso. A chiarire l’inganno è stata la stessa ASP di Trapani, che in un post sui social ha messo in guardia la cittadinanza: «Ancora segnalazioni di messaggi truffa aventi per oggetto il Centro Unico Prenotazioni. Il numero 899 è un prefisso a pagamento, utilizzato per servizi di intrattenimento.

Si raccomanda quindi, di non rispondere e di verificare sempre i contatti ufficiali sul sito asptrapani.it». Non è la prima volta che la provincia di Trapani finisce nel mirino dei truffatori digitali. Negli ultimi mesi si sono moltiplicate le segnalazioni di truffe online, con messaggi sms che imitano enti pubblici, banche o corrieri. Lo schema è sempre lo stesso: creare urgenza, spingere la vittima a cliccare su un link o chiamare un numero a pagamento e sottrarre così denaro o dati personali. A Marsala, solo poche settimane fa, alcuni cittadini avevano ricevuto finti sms di Poste Italiane, mentre a Mazara del Vallo una raffica di email contraffatte invitava a “confermare le credenziali bancarie” per evitare la sospensione del conto. Anche in questi casi, la prontezza di segnalazione ha evitato il peggio, ma non tutti sono stati così fortunati: tra le vittime, spesso persone anziane o poco avvezze alla tecnologia. Gli esperti di cybersicurezza ricordano che nessun ente pubblico o azienda sanitaria invia comunicazioni urgenti tramite numeri a pagamento o link diretti. «La regola è semplice — spiegano —: se un messaggio crea panico o fretta, probabilmente è una truffa». Un fenomeno in crescita, tanto più insidioso quanto più si traveste da istituzionale. E mentre l’ASP invita alla cautela, il monito è uno solo: diffidare sempre, verificare ogni dettaglio e segnalare immediatamente alle autorità.